"Colpita, affondato", il Kickboxing contro la violenza sulle donne

Dal 21 al 29 novembre corsi gratuiti di difesa personale in tutta Italia, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne del 25 novembre. Promotrice la Federazione italiana Kickboxing con il patrocinio della Polizia di Stato

Femminicidio, aggressioni, stalking, forme di violenza fisica e psicologica. Le donne sempre più spesso sono vittime di soprusi e prepotenze. Il 31,5% delle donne italiane ha subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita. Si tratta di 6 milioni e 788mila donne, in pratica una donna su tre. Numeri impressionanti che offrono una fotografia eloquente della portata del problema.

Di fronte a un’emergenza di tale entità una tentazione è quella di ricorrere all’autodifesa, non solo in termini di capacità di reazione fisica, ma anche a livello di capacità di coltivare l’ autocontrollo e gestire il panico. In questo senso dal 21 al 29 novembre si svolgeranno corsi gratuiti di difesa personale in tutta Italia, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne del 25 novembre. Promotrice è la FIKBMS (Federazione italiana Kickboxing, Muai Thai, Savate e Shoot Boxe) che lancia, con il Patrocinio della Polizia di Stato, «Colpita, affondato», una settimana di corsi e stage gratuiti di difesa personale destinati alle donne. L’elenco delle strutture aderenti all'iniziativa è disponibile sul sito www.fikbms.net.

«Quando un uomo usa violenza contro una donna tocca il punto più basso che possa raggiungere. E se nella lotta alla violenza di genere sono stati fatti notevoli passi avanti, non è ancora il momento di mollare perché questo fenomeno aberrante va sconfitto. E lo sport, in questo percorso, ha un ruolo importante» spiega Donato Milano, presidente della FIKBMS. «La Federazione ha deciso di dedicare due settimane l’anno a corsi gratuiti di difesa femminile in corrispondenza del 25 novembre e dell’8 marzo – prosegue Milano -. Con «Colpita, affondato» intendiamo offrire alle donne gli strumenti per potersi difendere e al contempo vogliamo lanciare un messaggio forte: per “affondare“ una volta per tutte la violenza è necessario trovare il coraggio di denunciare. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia».