Comizio di CasaPound a Cagliari: manichino impiccato a testa in giù

Un manichino appeso a testa in giù di fronte all'hotel dove Di Stefano teneva un comizio di chiusura di campagna elettorale per CasaPound

Anche a Cagliari il comizio di Simone di Stefano, leader e candidato premier di CasaPound, ha portato con sé proteste. Questa mattina sono stati trovati dei manichini appesi a testa in giù ad un albero nel capoluogo sardo.

Il macabro manichino, che tanto ricorda il cadavere di Benito Mussolini esposto a Piazzale Loreto a Milano alla fine della guerra, è stato appeso di fronte all'hotel che ha ospitato il comizio di conclusione della campagna elettorale di Di Stefano, previsto per le 12 in viale Regina Margherita, a Cagliari.

Una minaccia neppure tanto velata, visto che due giorni fa la sede di Casapound, a Cagliari, è stata presa di mira con lancio di uova riempite di vernice rossa. La pagina Facebook "Coordinamento Antifascista Cagliaritano", pubblicando l'articolo dell'Unione Sarda sulla presenza dei manichini, aveva commentato senza mezzi termini: "Buongiorno Simone di Stefano. Ci vediamo in piazza!".

Senza contare che stanotte a Taranto un candidato al senato all'uninominale per il movimento di destra è stato aggredito e picchiato a bastonate da alcuni ragazzi incappucciati. Ed è solo l'ultimo episodio di violenza ai danni dei "fascisti del terzo millennio". A Livorno, infatti, un parà della Folgore e militante di Cpi è stato brutalmente picchiato con mazze mentre cercava di riattaccare un manifesto elettorale strappato da una plancia. In auto era presente anche le compagna incinta, sotto choc per quanto successo dopo che gli aggressori hanno colpito i vetri dell'auto con i bastoni.