L'omicidio stradale in Commissione giustizia: pene fino a 12 anni di carcere

Centodiciannove morti e milleduecentoventiquattro feriti sono stati vittima di pirateria stradale nel 2014. Sono questi i dati del Asaps che oggi chiede l'introduzione del reato davanti a 24 Prefetture d'Italia

C'è il ragazzo di 14 anni ucciso dal pirata della strada che si è costituito ieri a Monza. Ma c'è anche il cadavere di un povero 20enne travolto e ucciso che, proprio Ieri mattina, la polizia stradale ha trovato in un fosso a Piove Di Sacco, nel Padovano: Luca Sartori è stato speronato mentre era a bordo del suo scooter nella notte di domenica. Ma si è persa ogni traccia di chi lo ha investito.

In queste ore è iniziata la discussione in commissione Giustizia del ddl di cui si parla da almeno due anni. "Tenendo fermo il principio che l’omicidio stradale può essere una colpa, anche grave, ma non un dolo come sentenziato ormai da tante decisioni della Cassazione, terremo fede agli impegni", assicura il relatore, il senatore Pd Giuseppe Cucca.

Nel 2014, secondo i dati dell'Asaps (Associazione sostenitori e amici della polizia stradale) ci sono stati 1.009 episodi di pirateria stradale con 119 morti e 1.224 feriti. E solo il 58% dei responsabili è stato individuato. "Nei primi due mesi del 2015 gli episodi di pirateria che abbiamo registrato sono 160 ed hanno causato 18 morti e 174 feriti- tuona il presidente dell'Asaps Giordano Biserni-l’assurda mattanza piratesca continua!"

Si stanno tenendo oggi 24 manifestazioni in tutta Italia,"e noi come Asaps saremo presenti al sit-in davanti alla prefettura a Firenze per invocare l'inserimento nell'ordinamento del reato di omicidio stradale. Con le associazioni Lorenzo Guarnieri e Gabriele Borgogni- ricorda Biserni - siamo promotori della raccolta delle firme sull'omicidio stradale. Ci vengono a dire che le leggi ci sono già. Ma non funzionano", scandisce il presidente dell'Asaps, che spiega di accogliere come "un piccolo ma significativo passo in avanti" la presentazione in commissione Giustizia al Senato del testo unificato sul reato di omicidio stradale, "in concomitanza con la nostra mobilitazione", dice Biserni.

Due sono i nuovi reati in arrivo. Si tratta dell' "omicidio stradale" e delle "lesioni personali stradali".

Il primo dovrebbe prevedere la pena della reclusione da 5 a 12 anni per chi cagiona la morte di una persona"ponendosi alla guida in stato di ebbrezza alcolica o dopo assunzione di sostanze stupefacenti". Nel caso in cui l’investitore, seppure lucido e sobrio, avesse proceduto a una velocità pari al doppio di quella consentito, la pena andrebbe dai 4 agli 8 anni. In caso di omicidio multiplo, la pena potrebbe essere aumentata fino al triplo e comunque non oltre il massimo di 18 anni.

Chi cagiona lesioni stradali permanenti, se la riforma dovesse essere approvata, rischierebbe una pena tra i 6 mesi e i 2 anni, quando si dimostra il guidatore è ubriaco o sotto l'effetto di droga. Nel caso di lesioni gravissime, poi, la pena potrebbe essere aumentata da un terzo alla metà. Il delitto sarebbe punibile a querela della persona offesa se la malattia avesse una durata non superiore a 20 giorni.

È stata accantonata, almeno per il momento, la questione relativa alla revoca definitiva della patente. Sul Codice della strada è già al lavoro, infatti, un’altra commissione del Senato. Quindi è meglio evitare possibili corti circuiti: "Se vogliamo fare presto con il reato di omicidio stradale - conferma Cucca -è preferibile lasciar lavorare i colleghi".

Commenti

epc

Ven, 27/03/2015 - 11:02

Giusto, bello. E quale pena diamo ai ciclisti che girano di notte senza fari e si mettono in condizione di provocare incidenti anche mortali? E quale pena diamo ai pedoni che attraversano la strada col rosso, mettendosi in condizione di provocare incidenti anche mortali? E che pena diamo ai ciclisti che sfrecciando sui marciapiedi rischiano di provocare lesioni anche gravissime o addirittura mortali alla gente?