Comunicare la salute nell'era del Web 2.0

Il 93% degli utenti Internet cerca sulla Rete notizie su malattie e cure. L'importanza dei social network

Nell'era del Web 2.0, come deve adeguarsi la comunicazione dei professionisti dell'informazione su temi fondamentali come quello della salute? Il giornalismo medico-scientifico risponde ancora ai bisogni dei suoi fruitori? Per provare a rispondere a queste domande, Merck Serono SpA, affiliata italiana di Merck, ha organizzato il 2 ottobre a Milano un incontro sul tema «Biotecnologie e Innovazione in Medicina sul Web 2.0. Fonti di informazione, fruitori, linguaggi». Obiettivo quello di offrire spunti di riflessione sull'impatto che i nuovi media hanno sull'attività di quanti sono chiamati a informare l'opinione pubblica. «È il terzo anno che la nostra azienda promuove un incontro con i professionisti dell'informazione sulla corretta comunicazione giornalistica su biotecnologie ed innovazione scientifica - ha sottolineato Antonio Tosco, direttore Health Outcomes & Market Access di Merck Serono SpA -. Ci siamo focalizzati su un tema specifico: in un momento storico caratterizzato dall'avvento dei nuovi media digitali interattivi, la necessità di una ridefinizione del modo di relazionarsi con i propri interlocutori non riguarda solo i giornalisti scientifici, ma coinvolge tutti gli attori del settore healthcare . Merck Serono SpA si sta dimostrando particolarmente attiva in ambito digital, seppur con l'attenzione necessaria in un settore così regolamentato quale il farmaceutico: abbiamo in essere circa 20 progetti, tra siti Internet, App per tablet e smartphone e account istituzionali sui social network». All'evento, moderato dal vicedirettore del Tg1 Rai, Fabrizio Ferragni, hanno partecipato, in veste di relatori: Federico Capeci, autore del libro #Generazione 2.0 ed esperto di comunicazione digitale e ricerche di mercato; Cristina Cenci, senior consultant Eikon Strategic e curatrice del Blog Digital Health, Nòva Il Sole24Ore ; Leonardo Vingiani, presidente di Assobiotec, e Agostino Carloni, Direttore comunicazione e studi di Farmindustria.

Tanti gli spunti emersi: il 93% degli utenti web italiani cerca su Internet informazioni relative alla salute. A questi fruitori sembrerebbe non bastare più la sola correttezza scientifica di ciò che si scrive. Da un'analisi delle condivisioni delle notizie sulla salute sui social network, si può facilmente comprendere quali sono gli elementi che rendono un'informazione «di valore» per i lettori: «Gli articoli con record di condivisioni affrontano temi scientifici attraverso una metafora che avvicina e coinvolge - ha spiegato Cristina Cenci -; al contrario, un linguaggio tecnico e autoreferenziale risulta da subito poco chiaro e non facilita l'accesso all'informazione». La sfida è quindi proprio questa: riuscire a offrire un'informazione scientificamente corretta senza rinunciare a un linguaggio chiaro e a una modalità di narrazione che crei empatia e identificazione.