Continua l'emergenza sangue, anche i militari in fila per donare

Continua la scarsità di sangue negli ospedali italiani: a Firenze rivolto un appello agli allievi della scuola carabinieri. Ma la situazione resta critica in molte Regioni

Non si placa l'emergenza sangue nelle cliniche e negli ospedali italiani. Dopo i chirurghi dell'ospedale San Raffaele di Milano e gli studenti dell'omonima università, accorsi in massa a donare il sangue, questa volta la mobilitazione coinvolge anche i militari.

In Toscana sono stati allertati gli allievi della scuola dei carabinieri di Firenze, ma sono molte di più le Regioni che hanno necessità di maggiori scorte di sangue. Ieri, ad esempio, il Lazio ha chiesto ben 1.500 sacche, la Basilicata 270, le Marche 160, la Puglia 285, l’Umbria 80, la Liguria 100, la Toscana 150, la Campania 100 e l’Abruzzo 200. In particolare mancano i gruppi 0 positivo e negativo ma non solo.

L'urgenza più pressante, naturalmente, è quella per gli interventi chirurgici che non sono rimandabili. Nei giorni scorsi le scorte si sono assottigliate in maniera particolarmente preoccupante a causa di un calo delle donazioni determinato dal picco dell'influenza, che ha costretto molte persone a casa, e dalla coincidenza con le vacanze natalizie, che hanno impedito a molti donatori abituali di recarsi presso i centri abilitati.

Se l'emergenza è eccezionale, però, la carenza di quantità adeguate di sangue è ormai cronica e per questo è più che mai necessario reperire nuovi donatori in tutta Italia. Basti pensare che a inizio settimana ben nove Regioni su venti non erano autosufficienti. Ora la situazione è un po' migliorata ma ancora lontana dalla necessità.