Contro l'incuria il riscatto morale dei romani: Retake Roma

Una rete di volontari diffusa su tutto il territorio cittadino che, con scopa in mano, sacrifica il proprio tempo libero per prendersi cura della propria città e renderla migliore

Lo stato di salute di una città non dipende solamente dalla qualità delle classi dirigenti che la amministrano, ma anche dal livello di partecipazione attiva e attenzione da parte di cittadinanza e opinione pubblica. Il sistema romano è oggettivamente al collasso, le condizioni della Capitale d'Italia risultano pietose rispetto alla rinata e moderna Milano, ma l'incuria e la scarsa efficienza delle amministrazioni sono solo il riflesso della totale indifferenza dei romani. Ma siamo sicuri sia proprio così? Grazie a Facebook è nato il fenomeno di "Roma fa schifo", moderno Pasquino un po' troppo pessimista e disincantato che descrive con dolore lo sprofondamento della città, ma ha preso vita anche un sodalizio tra cittadini che ha deciso semplicemente di non stare a guardare e di mettere a disposizione il proprio amore per la città combattendo il degrado. Così ha preso vita Retake Roma. Una rete di volontari diffusa su tutto il territorio cittadino che, con scopa in mano, sacrifica il proprio tempo libero per prendersi cura della propria città e renderla migliore, e che promuove l'arte di strada purché legale in quanto "l'arte è la medicina per il degrado". Una vera e propria filosofia che mira a creare - con i fatti- una cultura diffusa di senso civico. "Il nostro obiettivo è che Roma sia bella, rispettata dai suoi cittadini e che quello del degrado pubblico sia avvertito come un problema serio di cui bisogna occuparsi tutti, cittadini e istituzioni - le parole del presidente di Retake Roma Simone Vellucci - Più sono i soggetti che si impegnano per questo obiettivo, meglio è".

E l'organizzazione è molto apprezzata tra i cittadini perché totalmente apartitica: "abbiamo lavorato con due amministrazioni politiche totalmente diverse - continua Vellucci- senza mai fermarci ma dimostrando che non saremmo mai stati né il braccio armato del Comune, né uno strumento di propaganda per l'opposizione". Tutto questo lavoro - è bene ricordarlo - mai a favore di telecamera. A differenza di illustri rappresentati della società civile dal tweet facile - come Gassman - che tra un viaggio transoceanico e l'altro si armano di ramazza improvvisandosi tribuni popolari anticasta: la questione del decoro e della bellezza di Roma è un problema troppo troppo serio per poter essere blandito come strumento di pubblicità personale. Il presidente Vellucci, però, stempera ogni tipo di polemica: "Se personaggi pubblici decidono di mettere la faccia accanto a noi, non possiamo che esserne contenti. Ricordo Nancy Brilli che ha partecipato a un nostro retake e Carlo Verdone che ha scritto una lettera pubblica di encomio ai retaker di Monteverde Vecchio. L’iniziativa di Gassman è positiva, lo aspettiamo a braccia aperte a un nostro retake”.