Corona di spine con predica

Per quali misteriose ragioni Fabrizio Corona sia ancora in carcere, dopo essere stato liberato una prima volta, pertiene al rovesciamento del principio costituzionale secondo cui la prigione ha l'obbiettivo non di punire ma di riabilitare

Per quali misteriose ragioni Fabrizio Corona sia ancora in carcere, dopo essere stato liberato una prima volta, pertiene al rovesciamento del principio costituzionale secondo cui la prigione ha l'obbiettivo non di punire ma di riabilitare. L'articolo 27 recita: «Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato». Evidentemente non lo ha letto bene il pm Tiziana Dolci. Dopo il precedente del pluridifeso (da attacchi che non ha avuto) Nino di Matteo, che nelle sue requisitorie abbonda più in teoremi che in fatti, abbiamo adesso la denuncia di «bugie clamorose» (da verificare) da parte di Corona: «Non si può scrivere quello che si vuole in un atto della Procura della Repubblica, siamo in uno Stato civile, non siamo in uno Stato in cui la magistratura può scrivere quello che vuole, vale per me e per tutti i cittadini».

In effetti il dovere della verità, per un pm, dovrebbe prevalere sulla passione per l'accusa che, sostanzialmente, crea una disparità fra il magistrato e l'imputato. E, siccome i fatti non si possono discutere, la reazione a una contestazione non può essere una predica, ma un'affermazione certa. E invece, tradendo lo spirito dell'articolo 27, la Dolci ha risposto come una preside che crede nell'esempio delle punizioni: «Basta con questa aggressività, non c'è nessun motivo. Faccia tesoro delle esperienze passate». Chissà cosa avrebbe detto a Caravaggio!

Commenti
Ritratto di Leo Vadala

Leo Vadala

Mer, 20/12/2017 - 15:27

Be', dicono anche che "La legge e' uguale per tutti".....

ORCHIDEABLU

Mer, 20/12/2017 - 16:08

I SOLDI VALGONO PIU' DI UN ESSERE UMANO?CORONA STA SCONTANDO L'ODIO E L'INVIDIA DEI RAZZISTI,NON PER GIUSTA CAUSA.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mer, 20/12/2017 - 16:11

La pena consiste in una punizione (hanno lo stesso etimo) afflittiva; la punizione, però, deve essere tale da tendere al recupero e alla riabilitazione del punito. Precisato questo, per il resto va rammentato che il PM deve indagare per l' accertamento sia della colpevolezza, sia dell' innocenza dell' imputato e, poi, formulare le richieste processuali del caso. Se non lo fa, viene meno alle sue funzioni.

corivorivo

Mer, 20/12/2017 - 17:30

il pm tiziana dolci ama essere pregata. dai dai tizianuccia sii buona con corona! niente da fare...troppo occupata co' 'sti farabutti. non ha tempo per fare shopping. dunque, ricapitolando: solito dopobarba pel babbo, mutandine rosse per capodanno Cortina, datteri e latte afrodisiaco di cammella per orgasmo convalida condanna Corona. uffà uffà...la prossima volta che nasco faccio la mantenuta!

asalvadore@gmail.com

Mer, 20/12/2017 - 18:25

Finalmente una riflessione umana, quasi impossibile da sperarsi da Sgarbi.Io il mio vecchio l'ho sepolto come un cristiano, mentre lui era un ateo, tanto per fare l'ipocrita in una societá ipocrita. Non sono mai tornato alla sua tomba, non ne ho bisogno perché lui sta sempre in me. Quando alcuni evangelici cercarono di convertirmi gli dissi che quando sentivo da loro la parola Dio sempre avevo una associazione mentale con mio padre. Questa é stata sd é la mia fortuna.

sparviero51

Mer, 20/12/2017 - 22:55

CORONA PAGA LA SUA STRAFOTTENZA NEI CONFRONTI DELLA SOCIETÀ E DELLA MAGISTRATURA . UNA LEZIONE GLI ANDAVA DATA MA NON C'È PARAGONE CON L'INDULGENZA CHE IL GIUDICIUME ACCORDA A ZINGARI E FARABUTTI PUSILLANIMI CHE FANNO LA FACCIA CONTRITA DEI POVERI CRISTI NELLA AULE DEI TRIBUNALI !!!

CesareGiulio

Gio, 21/12/2017 - 09:02

forse perche corona si è dimostrato un individuo spregevole..no?

Ritratto di Nahum

Nahum

Gio, 21/12/2017 - 10:53

E io che pensavo che fosse un critico d'arte .. E invece Sgarbi si rivela anche un fine giurista ... Corona sta bene dove sta perché non ha espiato interamente la sua pena e perché, ci scommentto quello che volete, non é affatto redento come vogliono farsi credere. Fatelo uscire e sentirete di nuovo parlare di lui ...

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Gio, 21/12/2017 - 11:06

Gli italici pm non sono in cerca della verità che poi sarebbe il loro mestiere. No, sono in cerca di colpevoli, meglio se sono personaggi mediatici. In famiglia parenti ed amici ci saranno delle vive congratulazioni, "Ah se tutti fossero come te!!!" Infatti sono tutti come lei e siamo ridotti ad una giustizia medievale. La verità ragazzini, è la verità che dovete cercare!!! L'accanimento contro il potente ricco e antipatico è solo un'operetta degna del grillame. La giustizia è altra cosa e neanche la nostra carta sa cosa sia.

toscana2017

Gio, 21/12/2017 - 16:17

a prescindere se sia pentito o no ma se la legge è uguale per tutti lui dovrebbe essere fuori ...io credo che abbia fatto foto che non doveva a qualcuno molto in alto ed importante e gliela stanno facendo ancora pagare .... ma vedete cosa capita a Dell' Utri ? nessuno si muove ..fosse stato uno di sinistra , beh forse non sarebbe neanche andato dentro.

umbertoleoni

Gio, 21/12/2017 - 17:07

Questa e'l'ennesima pagina tragicomica della giustizia italiana amministrata da incapaci raccomandati e spessissimo oltremodo politicizzati.Infatti nel caso Corona, viene in mente il vergognoso squilibrio tra la sua condanna (reo di essere un bulletto di periferia) e i criminali che terrorizzano l'Italia, protetti e coccolati da questa magistratura. Ma tranquilli: e'cosi deve essere la democrazia fulgida e trasparente, sorta dalle ceneri del "bastardo fascismo" !!!

demetrio_tirinnante

Gio, 21/12/2017 - 17:46

[Signor Censore, Le ripropongo il mio assunto. La perplime il punto in parentesi, sul Merisi?]Al signor Corona non viene riservato alcun trattamento "particolarmente" severo in termini di applicazione della pena comminatagli. Il PM Dolci intende solo impedire - e fa molto bene - che il signor Corona diventi un modello da imitare, da parte dei nostri figli e nipoti. Sorprende pertanto rilevare l'impropria iniziativa messa in campo dal critico d'arte Sgarbi in favore di un soggetto detenuto per giusta causa. Così pure appare fuor d'opera l'improbabile richiamo, che Sgarbi fa del Caravaggio (suppongo per citazione del racconto biblico di Giuditta e Oloferne, rappresentato in trasposizione figurativa dallo stesso Merisi nel ciclo di San Luigi).