Corruzione, in carcere l'ex direttore dell'Agenzia delle Entrate di Como

Finiti in manette anche un'altro funzionario, due commercialisti che facevano da tramite e il corruttore

Corruzione e rivelazione di segreti di ufficio. Con queste accuse sono finiti in manette l'ex direttore provinciale dell'Agenzia delle Entrate di Como, ora in servizio con lo stesso ruolo a Varese, e un funzionario della stessa agenzia, attualmente capo area a Pavia. I due sono finiti in carcere insieme ai due titolari (padre e figlio) di uno studio commercialista, perché secondo l'accusa fungevano da "mediatori della corruzione". Agli arresti domiciliari, invece, il "corruttore", titolare al 33,33% del capitale della ditta Tintoria Butti Srl.

La guardia di finanza ha ricostruito, dopo un'indagine con pedinamenti e intercettazioni, la dinamica degli avvenimenti: i commercialisti, considerati gli ideatori di tutto il meccanismo, avrebbero offerto al funzionario dell'Agenzia almeno 2mila euro, affinché accogliesse il ricorso della Tintoria Butti, in un'udienza contro l'erario. Il funzionario, prima di essere trasferito a Varese, si sarebbe impegnato a favorire la chiusura dell'accertamento e a far pendere l'ago della bilancia a favore della ditta, in cambio di una transizione di 25mila euro.

Inoltre, sempre in cambio di somme di denaro che venivano versate ai due funzionari dell'Agenzia delle Entrate, i due commercialisti avevano ottenuto la lista di persone che sarebbero state sottoposte a verifiche. Padre e figlio, poi, usavano tali informazioni per comunicare alle persone interessate l'imminente arrivo di una verifica fiscale.

L'indagine era stata avviata dopo le segnalazioni da parte di due funzionari dell'agenzia, in merito ad alcune ingerenze in pratiche effettuate dall'ex direttore di Como. La guardia di finanza aveva quindi iniziato a pedinare il dirigente, accertando i suoi rapporti con lo studio di commercialisti. L'attività di intercettazione ha poi permesso di raccogliere le prove.

Commenti

Marguerite

Mar, 25/06/2019 - 10:16

Tipicamente nella mentalità italiana! L’Italia, essendo con la Grecia, il paese più corrotto....mi sembra qu sto caso faccia parte della normalità italiana!