"Così è andata l'avventura di Lapo Elkann a New York"

Alberto Dandolo per Dagospia ha indagato per cercare di capire come sono andate le ultime 48 ore di Lapo Elkann a New York prima del finto sequestro

I due giorni di festa e il finto sequestro di Lapo Elkan a New York hanno animato le pagine della stampa di tutto il mondo, ora Alberto Dandolo per Dagospia ricostruisce le ultime 48 ore del nipote di Gianni Agnelli.

"La storiellina che state leggendo e ascoltando in queste ore non corrisponde alla realtà nuda e cruda dei fatti - si legge sul sito -. Dagospia è infatti in grado di raccontarvi come sono andate davvero le cose. Lapo è partito per New York davvero per lavoro. E non aveva intenzione di far festa, o per lo meno non a questi livelli... Lo dimostra il fatto che avesse deciso di non farsi seguire, come di prassi, dalle sue 2 guardie del corpo. Due omaccioni assunti dallo stesso Lapo che si alternano giorno e notte al suo fianco".

"Sono proprio loro - continua - che hanno in custodia le 5 carte di credito rigorosamente black di proprietà del rampollo. Lapo è partito volontariamente con pochi contanti depositati su una prepagata made in Usa. Un modo forse per difendersi da se stesso e dalle potenziali tentazioni. Peraltro possiamo affermare con ragionevole certezza che negli ultimi mesi Lapo stesse a debita distanza dalle notti brave. Pare stesse seguendo col supporto di autorevoli professionisti un percorso riabilitativo faticoso e impervio, non è chiaro con quali risultati. Ma New York a una cert'ora qualcosa è andato storto. Cena con gli amici a Downtown, qualche bottiglia di champagne in più, forse un po' d'erba buona di Brooklyn e la testa si è abbandonata agli antichi vizi del basso ventre. Ha ceduto, come capita a molti di noi, alle proprie debolezze".

Alberto Dandolo continua a ricostruire le ultime ore di Lapo e spiega: "Le buone intenzioni se ne sono andate a quel paese in un attimo. E quindi si è messo a smanettare su un paio di siti di escort trans e ha individuato in una 29 enne superdotata sulla Ventottesima strada lo strumento del suo piacere. Ma Lapo quando ha raggiunto la sua 'regina del vizio' pare che avesse in tasca a stento i soldi per pagarsi il taxi. Poi 48 ore di sollazzi animati, sembra, anche da altre ambigue e trasgressive figure della notte. Ma con la luce del giorno è arrivato il conto da saldare. Perché, si sa, i piaceri non ti fanno sconti. E l'ideona di chiamare a casa simulando, forse, una specie di sequestro. Ma i suoi stessi affetti, consapevoli della balla, lo hanno fregato. Forse per punirlo, o forse per salvarlo da se stesso. Ma questa è un'altra storia...".

Commenti
Ritratto di ALCE BENDATA

ALCE BENDATA

Sab, 10/12/2016 - 23:33

Povero Lapo che pena che ci fa..