«Così Facebook è diventato un affare»

La domanda del secolo è questa: cosa sarà Facebook tra cinque anni? Luca Colombo, che del social network più famoso del mondo ne è il capo italiano, sorride e risponde: «Io sono qui da 4 anni. Ma posso dire che neanche due anni fa avrei immaginanto quello che siamo diventati». Ecco, allora: cos'è Facebook oggi? Certo, sì, un aggregatore di persone. Ma anche un business, visti numeri dell'ultimo trimestre in materia pubblicitaria: più 42% per 3,54 miliardi di dollari. «Ma soprattutto, e ci tengo a dirlo, un laboratorio al servizio del consumatore. Dove una semplice idea può diventare un'idea di successo giorno dopo giorno».

Insomma, da annuario dell'università a centro degli affari in soli 11 anni di vita.

«Sì, ma la missione resta quella del primo giorno: mettere in connessione la gente. Oggi lo si fa anche per muovere il mercato, il mondo è cambiato in fretta».

È cambiato molto anche Fb.

«Lo è, perché la complessità crescente del mercato lo richiede. Si tratta di indovinare la strada giusta. Per esempio: tre anni fa siamo stati i primi a puntare sul mobile quando tutti lo sconsigliavano. Oggi la quasi totalità degli utenti si collegano da smartphone e tablet».

Insomma: nella vita e negli affari bisogna essere agili.

«Certo, e soprattutto imparare dai propri errori. O comunque da ciò che non ha funzionato».

Ad esempio?

«Nel 2011 lanciammo Facebook Offers, per dare la possibilità alle aziende di guadagnare dalle campagne di couponing. Un anno dopo il servizio è stato rivisto e con quello un'offerta di minicrociere registrò un successo incredibile. Però adesso Offers non esiste più, perché abbiamo visto che dovevamo cambiare».

Chi lavora a tutto questo?

«La nostra forza è appunto essere snelli, se lei pensa che in tutto il mondo Facebook ha solo 9000 dipendenti. Dopodichè la nostra forza è creare lavoro».

Una specie di social Jobs Act...

«Beh, è stato calcolato che l'indotto di Fb nel mondo è di 4 milioni e mezzo di posti di lavoro. In Italia siamo a 70mila per 6 miliardi di euro di crescita. E stiamo parlando di lavori che si inventano giorno dopo giorno».

Riguardo alla privacy?

«Su questo abbiamo fatto molto e continuiamo. Abbiamo ribaltato il concetto, ora il consumatore deve essere consapevole di quello che fa accedendo a un social metwork e il nostro obbiettivo e di educarlo ad usare Fb. Non si può più sbagliare».

E allora: cosa sarà Facebook?

«C'è una grafica che ci descrive bene: all'inizio eravamo molto testo, poi molto foto, poi molto video. Saremo molto virtuali, nel senso di una realtà. Cambierà molto il nostro modo di usufruire di internet. Però Fb sarà sempre quello: un legame con il mondo».