Così i commercianti snobbano la week design

Da più di un secolo, ormai, Milano è la città delle esposizioni. Due volte sede dell'Expo, il capoluogo lombardo è noto in tutto il mondo come polo fieristico d'eccellenza. Ma i commercianti sugli affari hanno pareri diversi

Da più di un secolo, ormai, Milano è la città delle esposizioni. Due volte sede dell'Expo, il capoluogo lombardo è noto in tutto il mondo come polo fieristico d'eccellenza. E dove c'è una fiera, si sa, si fanno affari d'oro. Anche quest'anno, nei giorni del Fuorisalone la città si è vestita a festa, in un turbinio di eventi e manifestazioni. E siccome non tutti sono in grado di apprezzare le meraviglie del design, anche il mondo della movida non può stare a guardare. Se per i visitatori il rito dell'aperitivo mette d'accordo cultura e divertimento, per gli esercenti la pausa di ristoro è un'occasione per far quadrare i bilanci. I dati della Camera di Commercio parlano chiaro: nel 2015 – l'anno dell'Expo – il tanto atteso boom della ristorazione non c'è stato, quasi a smentire il luogo comune che associa grandi eventi a grandi guadagni. Se poi pensiamo che Porta Ticinese è, già di suo, il cuore della Milano da bere, non c'è da sorprendersi se l'effetto Salone sia stato inferiore alle aspettative. Solo i locali legati al divertimento sembrano, in ogni caso, trarre qualche beneficio: "Gli incassi sono triplicati – commenta un titolare - normalmente chiudiamo nel tardo pomeriggio, ma questa settimana, visto il movimento che c'è, siamo aperti anche la sera. Un bell'aiuto, davvero".

Ma se l'effetto sulla ristorazione è palpabile, altri esercizi hanno addirittura visto calare il numero di clienti. Secondo una commerciante "l'afflusso di visitatori è diminuito rispetto a due anni fa, forse perché molti preferiscono visitare i poli di Lambrate e Isola, mentre per un altro non c'è alcun incremento a livello di business; c'è meno gente in giro rispetto all'anno scorso, non solo qui ai Navigli ma in tutta Milano". Insomma, non è tutto oro quello che luccica. Al punto che c'è chi, in barba alla pressione mediatica, ha scelto di ignorare completamente l'evento. In via Paolo Sarpi, nella Chinatown meneghina, la Design Week sembra lontana anni luce. Il gestore di Otto, un bistrot inaugurato un anno fa, ha pensato bene di ristrutturare il locale proprio adesso. "Che problema c'è?"- scherza - "Chi non ne può più del Salone viene qui a farsi un bagno di normalità. Non faccio nulla di diverso dal solito, tutto qui". Ai milanesi, si sa, l'inventiva non manca. Dopo il fuori – salone, il fuori – bancone.