"Così salvate i vostri figli dai rischi della rete"

"Prima de click”, il libro di Enzo De Feo sui pericoli della connessione permanente in cui vivono i giovani nati dagli anni Ottanta (anche Novanta) al 2000, è una guida per i genitori moderni

Cyberbullismo, fragilità da adolescenti che si perdono nel Far West di internet e diventano permeabili a droga e alcol, genitori che non conoscono questo mondo dei social network. Questi i temi sollevati da “Prima de click” il libro di Enzo De Feo sui pericoli della connessione permanente in cui vivono i giovani nati dagli anni Ottanta (anche Novanta) al 2000. “Il punto è che oggi un ragazzino è connesso con una realtà infinita, che non vedi, non tocchi. Un’immensa zona grigia in cui può succedere di tutto”. Enzo de Feo prima che un ingegnere informatico (ha progettato i touch screen di Expo 2015) è un padre. E quindi alcuni allarmi lanciati nascono dalla sua vita quotidiana. “Mio figlio era entrato poco a poco in un giro di finti amici. Lo spinello prima, poi le richieste di soldi sempre più pressanti, poi le vere e proprie coercizioni psicologiche. Finchè non c’è stato un furto di preziosi a casa della nonna per venderli e avere i soldi con cui liberarsi di questi finti amici”.

Una storia 1.0, più che altro. Che c’entra internet?

“Una volta potevi far venire gli amici di tuo figlio a casa per vedere che tipi fossero. Oggi tuo figlio intrattiene relazioni, stringe accordi, assume impegni in un perimetro virtuale che parte dalla sua stanzetta e arriva dall’altra parte del mondo, in ambienti lontanissimi da un genitore. Ciò che poi accade è la parte finale di questa deriva”.

Come ha risolto la questione con suo figlio?

“L’ho rimesso in riga, nel senso di fargli assumere consapevolezza di ciò che gli stava capitando”.

Da questa esperienza come nasce il libro?

“Pensavo di essere stato sfortunato con mio figlio. Invece ho scoperto un mondo di millennials con le stesse derive”.

Cosa si può fare sul fronte dei rischi da click?

“I genitori non sanno quasi nulla del mondo virtuale: le applicazioni, i rischi e quant’altro”.

Ma i genitori lavorano spesso con orari serrati. Come fanno a informarsi?

“Deve intervenire la scuola con investimenti adeguati. Serve un massiccio investimento pubblico che, ad esempio, faccia capire bene ai giovanissimi i danni permanenti provocati da abuso di droghe e alcol”.

Qualche altro rimedio?

“Il parent control come filtro informatico può non bastare in una società dove ti connetti con il wifi praticamente ovunque. A casa mia ho il parent control, ma sono in grado di controllare 24 ore su 24 quando mio figlio è connesso? Insisto. Serve formazione, didattica, conoscenza”.

Ma non ci sono soldi per la scuola…

“Allora prepariamoci a un futuro devastato. Ad adulti che non saranno in grado di badare a loro stessi, figuriamoci a dei figli. Io ho salvato mio figlio Simone, che però è una goccia nel mare”. Ma il mare è fatto di gocce, direbbe qualcuno. E le gocce, se tenute insieme, evitano che la nave vada alla deriva…