Dalla costa di Genova si vede già la Concordia

Tutto pronto al porto del capoluogo ligure per accoglierla. Al Giglio atmosfera irreale, l'isola si è svuotata

La Concordia visibile dalle alture di Genova

Arrivano segnalazioni di avvistamenti come se fosse una stella. Nello spezzino, poi via via più vicino al punto di approdo. Su Facebook e su Twitter: "Questa mattina, dalla mia finestra". La Concordia raggiungerà Genova, come previsto, entro l'alba di domani. Anzi, quando sarà ancora buio, secondo gli ultimi calcoli. Se non interverranno cambiamenti delle condizioni meteorologiche, il grande relitto in navigazione da mercoledì' dall'isola del Giglio arriverà davanti al porto della città ligure poco dopo l'una di notte. La Spezia è superata e la nave si trova ora a circa 20 miglia da Genova.

Da questa mattina la Concordia, trascinata da due potenti rimorchiatori oceanici, e' entrata in acque liguri mantenendo una velocità intorno agli 1,7 nodi. A Genova si stanno ultimando gli ultimi preparativi per accoglierla, mentre il Giglio ieri sembrava diventata un'altra isola. Rimangono alcune squadre addette allo smantellamento delle strutture di supporto alla messa a galla della nave e gli uomini che hanno ripreso le ricerche dell'ultimo disperso, Russel Rebello. Ma è scomparsa la grande folla di tecnici e giornalisti, è scemato il chiasso dei ristoranti, alcuni bar giovedì' sera hanno chiuso con largo anticipo. Al Demino, il locale del porto che era il più vicino al relitto, mercoledì sera un'improvvisata festa "internazionale", con sommozzatori, ingegneri, montatori, da tutto il mondo, dal Sudafrica all'Australia, ha festeggiato la fine di un'impresa, per quanto possa essere festosa una perdita quasi sicura del lavoro per molti di loro e un grande successo arrivato comunque dopo una tragedia immensa, con i suoi trentadue morti che ancora sono ricordati ciascuno con una foto nella chiesa di San Lorenzo al porto. Lunghe partite a biliardino e una compilation dei Gipsy King hanno accompagnato le ultime ore insieme per centinaia di uomini che per due anni hanno vissuto a strettissimo contatto dal risveglio alla notte. Il punto di mare senza Concordia, a meta' via tra il porto e la spiaggia dell'Arenella, sembrava come uno squarcio in un paesaggio, per chi era abituato a vedere la nave nel buio, con le sue luci forti pure da una prospettiva dall'alto, dai quattrocento metri del castello, e per i gigliesi che anche d'inverno la vedevano ovunque, la nave, dalla discesa al porto, dalla torre, e soprattutto dal molo.

Ora lo show si sposta a Genova. Otto rimorchiatori rileveranno i due oceanici per portare la nave al punto di approdo. Non sarà un'operazione facile, perché la Concordia dovrà essere trainata in retromarcia con la massima precisione.

Una volta che il relitto sarà giunto di fronte al porto, saranno necessarie dalle sei alle otto ore per condurlo all'attracco.

La Concordia dovrà innanzitutto finire di essere svuotata. Per i prossimi cinque mesi saranno estratti dalle 1500 cabine e dai 17 ponti ogni sorta di arredi, dai rubinetti, ai letti, alle porte, alle tovaglie, alle lenzuola, ai cavi (3200 chilometri). La nave e stata in parte svuotata già al Giglio: gli oggetti personali dei passeggeri, fino alle casseforti, sono stati portati in un grande magazzino di Talamone. Entro cinque mesi la Concordia verrà così alleggerita di 18mila tonnellate. Inizierà poi il sezionamento orizzontale della struttura, per recuperare le 50mila tonnellate di acciaio con cui e' stata costruita la grande nave naufragata.

Commenti

Anonimo (non verificato)

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Sab, 26/07/2014 - 20:21

Dobbiamo ringraziare il gran capitano schettino per averci regalato questo spettacolo.

cicikov

Sab, 26/07/2014 - 20:56

probabilmente il varo fu meno festoso. fenomeni italioti.

Ritratto di sekhmet

sekhmet

Sab, 26/07/2014 - 21:51

Come in un rave-party, i festaioli cacciati da una parte vanno a far baldoria da un'altra. Domattina non uno, ma due canali RAI ci aggiorneranno minuto per minuto sull'attracco. Già oggi i servizi dei vari TG suonavano la fanfara, mentre gli esercenti genovesi intervistati, sotto sotto, sembravano dire a quelli del Giglio: mors tua, vita mea. Sekhmet.