Crollo in Galleria a Napoli, i pm: "Archiviate De Magistris"

L'accusa chiede al gip di archiviare la posizione di sindaco e assessori sull'indagine relativa al crollo della facciata di Galleria Umberto a Napoli che nel 2014 costò la vita a un 14enne

Non ci sono elementi tali da giustificare il rinvio a giudizio, la Procura di Napoli ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta per il sindaco Luigi De Magistris sul caso del crollo alla Galleria Umberto che costò la vita a un 14enne nell’estate del 2014.

La decisione dei pubblici ministeri, come riporta Il Mattino, è stata motivata dal fatto che, secondo quanto accertato dall’indagine, la giunta e nello specifico il sindaco e l’assessore all’edilizia comunale Carmine Piscopo, anch’egli coinvolto nell’indagine, non avrebbero omesso alcun tipo di intervento in loro potere per prevenire il crollo che risultò fatale a Salvatore Giordano, giovanissimo studente di Marano di Napoli. E che non ci sarebbero responsabilità da parte loro nei fatti.

Non ci sarebbero elementi utili a chiedere e sostenere l’accusa in un eventuale processo sia a carico del primo cittadino che del suo assessore. E perciò i pm responsabili dell’inchiesta hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari competente sul caso di archiviare tutto. Adesso la decisione spetterà al gip che dovrà pronunciarsi sulla richiesta della pubblica accusa.

L’inchiesta si basava sull'esposto presentato a gennaio scorso dagli avvocati che assistono i genitori del 14enne scomparso. Al centro di questa bagarre giudiziaria c'erano alcuni atti presentati in consiglio comunale dall’opposizione e relativi proprio a presunti pericoli di crollo in Galleria Umberto. Si trattava di tre interpellanze, risalenti al luglio del 2013 e le altre due rispettivamente a febbraio e marzo dell'anno successivo. Secondo i legali della famiglia di Giordano, sulla scorta di quegli atti e del loro contenuto, il sindaco e la giunta non potevano non sapere del pericolo e quindi avrebbero dovuto porre in essere tutte le azioni necessarie a scongiurarlo.

Adesso, a distanza di un anno, i magistrati hanno chiesto che venga tutto archiviato.