Crollo di Torre Annunziata: "C'erano già avvisaglie di pericolo"

L'amministratore del palazzo davanti a quello crollato aveva lanciato l'allarme. Il sindaco: "Si stavano facendo lavori di manutenzione"

Mentre proseguono gli scavi tra le macerie per trovare gli eventuali sopravvissuti del crollo del palazzo di Torre Annunziata, emergono le prime testimonianze sulle condizioni dell'edificio: un caseggiato popolare in cemento realizzata negli anni Sessanta che, secondo i residenti della zona, era molto fatiscente. Tanto che "la gente aveva già espresso la propria preoccupazione per i lavori. In passato c'era già stata qualche avvisaglia di pericolo", ha spiegato Vincenzo Frapolla, amministratore dello stabile posto di fronte alla palazzina sbriciolatasi all'improvviso.

Secondo il responsabile della "Residenza a mare", le operazioni di soccorso dei vigili del fuoco sono state possibili solo grazie alla "pulizia della zona a cui abbiamo provveduto personamente" nei giorni precedenti alla tragedia: in caso contrario "i soccorritori non avrebbero potuto lavorare".

Se Frapolla sostiene l'esistenza di un collegamento tra i lavori e il crollo, il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione preferisce non sbilanciarsi: "Saranno gli inquirenti a stabilire l'eventuale nesso" esistente tra le due cose, augurandosi solamente che "le operazioni di scavo permettano di salvare quante più vite umane possibili".

Scavo tra le macerie di un palazzo vecchio di almeno mezzo secolo, costruito tra gli anni Cinquanta e Sessanta in una zona residenziale della città.

Il crollo potrebbe essere dovuto a un cedimento strutturale. Il solaio del quinto piano si sarebbe piegato da un lato dando via a un "effetto domino" che ha coinvolto gli ultimi piani dell'edificio. Infatti la palazzina è franata su se stessa soltanto nella sua parte superiore, tra il terzo e il quinto piano.

Secondo Sandro Simoncini, professore di Urbanistica all'Università "La Sapienza" di Roma, "il crollo della palazzina che si è verificato a Torre Annunziata riporta per l'ennesima volta all'attenzione di tutti l'estrema fragilità del patrimonio edilizio italiano. [..] Come si fanno periodicamente i tagliandi e le revisioni per le automobili o per le caldaie, a maggior ragione deve essere fatto altrettanto per gli elementi strutturali delle abitazioni. Anche i proprietari sono chiamati a un salto di qualità culturale da questo punto di vista", le parole del docente.

Un testimone ha riferito che il crollo sarebbe avvenuto a causa delle vibrazioni emesse durante il passaggio di un treno merci lungo i binari della ferrovia che scorrono a pochi metri dal palazzo venuto giù. Una tesi smentita seccamente da Rfi, che in una nota ha comunicato che la linea "sfiorata" dal crollo è utilizzata per il solo trasporto passeggeri.

Intanto la procura di Torre Annunziata ha già aperto un fascicolo d'inchiesta per crollo colposo.

Commenti

Altoviti

Ven, 07/07/2017 - 13:41

E il professore di Roma che predica la sua categoria, chi si arricchirà coi "tagliandi", i vari Ingegneri edilizi e geometri che sono già una piaga nazionale. I romani hanno costruito edifici che durano da milleni e senza "tagliando". Poi è chiaro che se costruisci un palazzo su un dirupo quando quest'ultimo si muove, crolla tutto.

mariod6

Ven, 07/07/2017 - 20:52

Il professore vada a chiedere dove hanno costruito le chiese e le cattedrali nel passato. Arrivano le alluvioni che spazzano via tutto, guarda caso rimane in piedi la chiesa del 600 messa in cima ad un rilievo di roccia. Chissà se nel 600 avevano gli ecoscandagli e le livelle laser per scegliere i luoghi di costruzione !!!