Cronaca di una notte al pronto soccorso tra disagi e sporcizia. Ecco come vengono curati i pazienti

Gli ospedali palermitani sono ormai al collasso. Il personale è carente: mancano infermieri, medici e ausiliari per il semplice turno

Ospedale Cervello, il secondo nosocomio più grande della città e la struttura sanitaria che accoglie pazienti dalla parte nord della città e dalla provincia. Eppure nonostante i continui appelli ad una sanità più vicini ai pazienti, si registrano situazioni al limite del paradosso che mettono in difficoltà il lavoro del personale sanitario. Il pronto soccorso è un luogo di frontiera, dove i pazienti vengono messi sopra barelle in attesa del medico di turno. Code lunghe e asfissianti rendono oltre che l’aria irrespirabile anche la stessa attesa snervante. Un problema comune soprattutto nelle grandi città, costrette ad accogliere i pazienti provenienti da tutta la provincia. Gli ospedali palermitani sono ormai al collasso. Il personale è carente: mancano infermieri, medici e ausiliari per il semplice turno. Una serata relativamente tranquilla diventa ingestibile a causa dell’afflusso di codici verdi che ingolfano il pronto soccorso. Non c’è più posto nei vari reparti e così le aree di emergenze sono al collasso. Costretti a far fronte ad un’emergenza continua in cui è difficile anche lavorare serenamente. In sala d’attesa ci sono decine di codici verdi, qualche giallo, ma se arriva in piena notte un codice rosso i tempi di attesa inevitabilmente si allungano.

Alle 23 c’è chi attende il proprio turno da 8 ore. L’astanteria diventa un reparto vero e proprio con pazienti sulle barelle in pieno corridoio. L’aria all’interno delle stanze è irrespirabile con 8 persone per stanza, tutti lì ad aspettare di essere visitati dal medico di turno. C’è chi è costretto a stare interi giorni in corsia con la speranza di essere trasferito in reparto, i meno fortunati non avendo lettighe a disposizione devono accontentarsi di una sedia a rotelle. Sono i casi meno gravi, quelli che sulla carta possono attendere, ma ci sono anche persone anziane sedute in un angolo per ore. Negli ultimi mesi si sono registrati episodi di nervosismo, con i familiari dei pazienti che hanno aggredito il personale medico. In questi casi è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine per ristabilire l'ordine e la disciplina. Animi esasperati e medici sotto stress in attesa del prossimo codice rosso.

Ieri in occasione della visita del ministro della salute Grillo, gli ospedali hanno fatto un restyling. Una rinfrescata alle pareti per nascondere la polvere sotto il tappeto. All'ospedale dei Bambini, il ministro Giulia Grillo è stata accompagnata nel reparto di Chirurgia pediatrica, tra i più nuovi del nosocomio, e in quello di Rianimazione. "Avete i fondi perché non li spendete", dice il ministro. Peccato che il ministro non sia a conoscenza che al di là del pronto soccorso, il 35 per cento dei locali dell'ospedale è chiuso, ci sono aree impraticabili da quattro anni. “Il personale in tanti reparti è insufficiente, il pronto soccorso spesso è sovraffollato, non ci sono posti e i piccoli pazienti a volte vengono sistemati nei cubi di plastica". Questo lo sfogo dei medici che non vogliono parlare.
Intanto all’ospedale Cervello la vita al pronto soccorso continua: perché le emergenze nella quinta città d'Italia non terminano mai. E stasera si ricomincia con un nuovo turno di notte.