Crotone, 400 licenziati dal call center. "Colpa del decreto dignità"

Un call center della città non rinnova i contratti a centinaia di dipendenti: con le vecchie norme avrebbero avuto diritto almeno a un altro anno

Quattrocento dipendenti costretti a rimanere a casa. Il motivo? Il decreto dignità non consente alla ditta di rinnovare i contratti a termine.

È la denuncia dei lavoratori della Datel di Crotone, call center del gruppo Abramo Customer Care, che questa mattina si sono ritrovati in un sit-in davanti all'azienda. Per loro le porte sono chiuse dall'1 gennaio: scaduti i 24 mesi di contratto a tempo determinato, non sono stati assunti. Prima della legge del governo Conte, fortemente voluta dal ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, il tempo massimo per il rinnovo dei contratti era di 36 mesi.

"Meglio precari che disoccupati", si leggeva su uno dei cartelli esposti dai manifestanti. L'inasprirsi delle norme ha portato ai licenziamenti immediati.

"Ci aspettiamo dai rappresentanti istituzionali del territorio, dai parlamentari ai politici locali, l'istituzione di un tavolo di crisi a livello nazionale alla presenza di azienda e sindacato per trovare una soluzione", chiede Fabio Tomaino, segretario provinciale della Uil.

Gli fa eco Rita Lorenzano, segretario provinciale Cisl donne: la colpa non è dell'azienda che "sta facendo quello che la legge consente di fare: dall'utilizzo degli stagisti alle agenzie interinali". Il problema, sostiene Lorenzano, "è a monte: il decreto doveva essere collegato a incentivi che permettessero alle aziende di trasformare i contratti a tempo determinato in indeterminato".

Commenti

cir

Mar, 15/01/2019 - 17:53

non dite cavolate . i call center ormai prendono la via bulgara e rumena , in attesa che in india imparino l' italiano .

cgf

Mar, 15/01/2019 - 18:11

Sappiamo che spesso non converrebbe a nessuno licenziare... Caso 234 Azienda che ha ottenuto in recente passato finanziamenti statali, visto la necessità di ampliamento e ristrutturazioni varie, gli innumerevoli fabbricati industriali vuoti sul mercato, la mentalità tutta italiana di avere il posto vicino a casa, basterebbero 50/70 km, risultato ottenuto: nuova sede e nuovo personale. Delocalizzazione? Certo, ma DELOCALIZZARE SUL TERRITORIO ITALIANO, la restituzione di eventuali contributi scatta solo per delocalizzazione all'estero. [non solo] negli USA è normale cambiare spesso lavoro, spesso il lavoro è a termine, eppure c'è chi arriva benissimo alla pensione. L'idea del posto fisso deve finire.

mariod6

Mar, 15/01/2019 - 19:46

@ cir - Tranquillo, lo sanno già. Importanti imprese di engineering e progettazione usano uffici indiani per i calcoli ed i disegni. Le scritte sono tutte in italiano perfetto o in inglese. Inoltre la loro attenzione per i più piccoli dettagli li rende anche difficili da capire, abituati come siamo all'approssimazione ed alle modifiche in corso d'opera.

killkoms

Mar, 15/01/2019 - 21:07

@cir,nel frattempo licenziano!