Crozza scherza con Fabio Fazio: "Se sono triste penso che potevo essere te…"

Nella copertina di "Che fuori tempo che fa" il comico ha scherzato con il conduttore sulla querelle in corso con il ministro dell'Interno

"Voglio chiederti solo una cosa: hai finito di attaccare briga con i ministri della Repubblica o no? Io non ti invidio per niente, perché tu ormai nel fegato di Salvini hai rubato il posto della Boldrini…". Maurizio Crozza, nella sua consueta copertina di "Che fuori tempo che fa" ha scherzato così con Fabio Fazio per la querelle in corso con il ministro dell'Interno.

Il comico genovese, aprendo la trasmissione nella seconda serata di Rai Uno, ha poi fatto satira sul responsabile del Viminale: "Lo ha scritto nel suo 'odiario', che è una specie di calendario dove al posto dei santi ha l'elenco delle persone a cui gliela deve menare…e tu Fabio sei in tutte le pagine: è bellissima questa cosa!".

Dunque, Crozza ironizza con il conduttore: "Ogni tanto, quando sono triste e ho avuto una giornataccia, io mi consolo pensando: poteva andarmi peggio e nascere Fabio Fazio…".

E, infine, conclude così la sua gag: "Nel novero dei mestieri più pericolosi del mondo ci sono: il collaudatore di tute alari, l’assaggiatore dei piatti di Kim Jong Un e il conduttore di Che tempo che fa. E tu se vai avanti così finisci da Kim a collaudare tute alari. Sei ormai la prima notizia, cosa possa farci? Parlo del tempo? Ok. È tornato il gelo, soprattutto in Rai…".

Commenti

cgf

Mar, 07/05/2019 - 12:32

troppo buono pensare che Fazio sia nel fegato di Salvini, pia illusione, continua ad illuderti; ma intanto sappiamo che non conduci certo una vita 'proletaria', i 'proletari' ti servono per fare una marea di cavoli tuoi, e fai bene. Nel fegato di Salvini c'è quanto di meglio si può ottenere per gl'italiani, Fazio, Boldrini e Crozza? sassolini lungo la via che non fanno altro che portare ancor più lustro a Salvini, la gente non è scema, ride, ma poi... anche loro sanno cosa scegliere diversamente da come la pensa una certa parte di pensiero convinta che il popolo sbaglia a votare.