Cuoco 29enne arrestato e scarcerato due volte con la droga, in una settimana

Arrestato a fine agosto con 15 grammi di cocaina, viene scarcerato con l'obbligo di firma. Passa più o meno una settimana e ieri la polizia lo arresta di nuovo con la marijuana. Il verdetto non cambia: libero con obbligo di firma

Arrestato a fine agosto con 15 grammi di cocaina, viene scarcerato con l'obbligo di firma. Passa più o meno una settimana e ieri la polizia lo arresta di nuovo con la marijuana. Il verdetto non cambia: libero con obbligo di firma. Lui è un cuoco-pizzaiolo incensurato di 29 anni, Danilo M., originario della provincia di Cosenza, ma in questo periodo domiciliato nella Riviera ligure di Ponente.

È il 29 agosto, quando gli agenti del commissariato di Ventimiglia fanno irruzione nel ristorante pizzeria in cui lavorava Danilo, sul lungomare di Ventimiglia, in provincia di Imperia. In tasca nasconde quindici grammi di "polvere bianca" e nell'armadietto gli trovano altri 2 grammi di hashish e marijuana, un bilancino di precisione e porzioni di cellophane pronte per confezionare le dosi. Nei guai finiscono pure un ragazzo di 21 anni e una ragazza di 20 anni, camerieri nello stesso locale.

L'uomo, in particolare, viene trovato con sette involucri preconfezionati contenenti 12 grammi di hashish. Secondo episodio. Il ventinovenne viene scarcerato, ma le indagini della polizia proseguono. Il sospetto, infatti, è che il giovane cuoco abbia altri interessi poco leciti in zona. Gli agenti prendono di mira un anonimo capannone industriale, a ridosso del centro storico di Camporosso, dove un suo conoscente: Gianluca C., venditore di ghiaccio in bar e ristoranti, anch'egli arrestato, porta avanti la fiorente attività commerciale.

A fianco del capannone -una camera con due letti, angolo cucina e servizio igienico - dove di fatto convivevano i due complici e coetanei, la polizia nota una struttura costruita artigianalmente con pannelli di legno, attrezzata e utilizzata come vivaio per la coltivazione della marijuana. La serra al suo interno è perfettamente organizzata con tutte le dotazioni necessarie per una florida piantagione di canapa indiana.

Gli impianti elettrici, idrici e di ventilazione, il cui funzionamento era stato accuratamente predisposto per una veloce crescita dei vegetali, sono stati messi in sicurezza prima dell'apposizione dei sigilli di sequestro. Otto le piante sequestrate alte fino a un metro. La perquisizione viene estesa anche all'abitazione privata e al veicolo del titolare dell'attività commerciale.

Complessivamente, oltre alle piante di canapa, sono stati sequestrati circa 340 grammi di marijuana, già tritata, in foglie, in gambi e in infiorescenze; 4 grammi di hashish, un bilancino di precisione, un coltello, due telefoni cellulari, documentazione cartacea inerente il reato e il vivaio.

Lo stupefacente sequestrato è risultato “positivo” al narcotest orientativo della polizia scientifica, ma sarà presto sottoposto ad analisi strumentali più complesse presso i laboratori dell'Arpal di Imperia. Stamani l'udienza di convalida. Accusati di coltivazione, produzione e detenzione di sostanza stupefacente al fine di farne commercio, vengono entrambi scarcerati; il pizzaiolo con l'obbligo di firma.

Commenti

cgf

Gio, 06/09/2018 - 19:20

Danilo M., originario della provincia di Cosenza, deve avere genitori extra-comunitari oppure è il fornitore del... come si chiama quella figura professionale...