Aiuti al credito, non alle imprese

Curate le sofferenze delle banche ma non quelle delle imprese

La bad bank puzza già dal nome. Chi si fida di un mostro finanziario battezzato come cattivo? Padoan e la burocrazia europea ci dicono però che un contenitore del genere serve a salvare le banche italiane dai titoli tossici. Si sono insomma inventati che tutti i crediti inesigibili, quelli cioè che si considerano persi per sempre, e una serie di zozzerie varie, finite nella pancia delle banche per voracità e nostalgia del rischiatutto, si possano mettere da parte, separando il grano dal loglio. In qualche modo a garantire la discarica ci penserà lo Stato, cioè i nostri conti pubblici. Dicono anche che questa operazione non costi nulla, sia facile, non sia rischiosa e non sia il caso di preoccuparsi. C'è solo in giro una serie di fregature che vaga per il meraviglioso mondo della finanza, passando da banca in banca, coperta dai conti pubblici, come un «cetriolo» tossico a cui però si può dare le spalle senza temere alcunché. Ora, uno ci può anche credere. Non bisogna pensar male, altrimenti diranno che siamo i soliti gufi, quelli che guardano male le manovre dei politici, i malfidati qualunquisti che fanno discorsi da bar. Il sospetto è che, come nella maggior parte dei casi, queste storie finiscano con un salasso per le tasche di cittadini e contribuenti. Ma non fa nulla, facciamo davvero finta che non sia così. Mettiamo da parte anche le esperienze del passato, quando lo Stato a vocazione socialista, con pancia democristiana, utilizzava l'Iri per rastrellare tutte le imprese e le fabbriche malandate. Chi ha pagato e sta pagando il conto dei salvataggi di Stato? Sempre noi. Ma pazienza, per lo Stato si fa questo ed altro. Insomma, spazziamo via tutti i dubbi e fidiamoci ancora una volta di quelli come Padoan. La Bad Bank è sicura, le cartolarizzazioni sono una passeggiata senza mine e trabocchetti, le banche buone sono salve e il governo Renzi è il migliore dei mondi possibili.Se tutto questo è vero, allora si può osare anche di più. Non ci sono solo le banche a soffrire di crediti inesigibili, quelli che appesantiscono i bilanci e mandano in malora i conti. Ci sono anche, e soprattutto, le aziende normali, quelle medie e piccole. Ci sono i commercianti e gli artigiani e il popolo sfigato delle partite Iva. Non sono banche, nessuno si preoccupa per loro, ma da anni cadono come mosche per colpa di chi non li paga per lavori fatti e fatturati. E il cattivo pagatore per antonomasia si chiama Stato. C'è un cimitero di aziende fallite perché nessuno ha mai neppure pensato a un decreto salva-poveracci. Questa, se volete, è una provocazione, nessuna voglia di riesumare l'Iri, ma se davvero non c'è alcun rischio, allora perché non cartolarizzare anche i crediti «smarriti e sperduti», i crediti sporchi di chi fa impresa senza avere in testa il cappello con scritto banca? Non si può? Questo sì che sarebbe un azzardo rischioso? Oppure è la solita vecchia storia che il capitalismo delle banche vale più di quello di artigiani e commercianti? Forse è davvero così. Un vecchio detto della scienza economica dice che la moneta cattiva scaccia la moneta buona, ma questo principio non vale per le banche. La moneta delle banche è più uguale delle altre.Salvatore Tramontano

Commenti

Rossana Rossi

Gio, 28/01/2016 - 15:41

Parole sante. Son le imprese che fanno lavoro e posti, ma questa povera italietta a targa pd si occupa di 'salvare' le banche degli amici degli amici utilizzando i nostri soldi. E poi ci meravigliamo se l'italietta fa schifo? La verità è che questo pseudo-governo usurpatore sostenuto ancora dal 30% di italioti è esattamente quello che questo popolo di pecoroni inermi e paganti si merita...........altro che Berlusconi.........

unosolo

Gio, 28/01/2016 - 16:51

tutti gli accordi fatti da questo governo non eletto dal popolo sono tasse , anche se dicono di averle abbassate sanno che togliendone ai comuni , regioni e province le hanno messe in condizioni di prendere i soldi mancanti con interessi direttamente dalle buste paga , per noi consumatori tutto aumenta meno che stipendi che scendono per le addizionali e non solo , e dalle assicurazioni sui prestiti che dovremmo chiedere quindi ancora esborsi per il popolo , tutto per mantenere quella enorma massa di parassiti.

Ritratto di hellmanta

hellmanta

Ven, 29/01/2016 - 14:58

egregissima Rossana Rossi... Evidentemente lei non ha mai lavorato nell'amministrazione di una qualsiasi azienda privata. Una qualunque ditta può avere anche 10.000 dipendenti, ma senza banche non dura un mese: a chi si appoggia per gli incassi? Da chi si fa anticipare le fatture? con quali basi si orienta all'export? Se le ditte fossero come pensa lei, saremmo al medioevo. Altra piccola nota: il 30% degli italioti è circa tre volte tanto l'elettorato del suo trapiantato. Cordiali saluti, la zecca rossa Hell Manta.

unosolo

Sab, 30/01/2016 - 12:39

è vero che le banche aiuterebbero le imprese ma evidentemente molti non sanno che per avere credito devi acere cose da ipotecare o devi avere amici come i tali che hanno distrutto 4 banche non una ma 4, quindi interessi vanno in banca ma se non ho santi fallisco , questo lo sappiamo tutti ma come mai il governo non ha mai abbassato quegli interessi su attività ? troppi soldi servono per sovvenzionare fondazioni e partiti .

glasnost

Gio, 04/02/2016 - 14:24

Ma se in Italia avviene questo, cioè tasse a chi produce e soldi alle banche ed alla politica, perché mai dovremmo stupirci se siamo l'ultimo paese per crescita in Europa? Il sig. hellmanta dice una cosa curiosa ( e magari la pensa pure ): bisogna dare soldi alle banche perché sono utili , ragionamento curioso. Secondo lui i dirigenti della banche possono sprecare ed amministrare a cavolo e noi dobbiamo ripianare i danni che producono, semplicemente perché sono utili? Cosa si può dire a gente con 'sta testa?