La curiosità si chiama Paola

La curiosità è cosa bella e rara, e indica vita e amore per la vita. Sua nemica è la pigrizia, che si manifesta come abitudine e indifferenza. Io soffro che le tante cose belle che il destino mi ha condotto a conoscere non le abbiano viste, o non le possano vedere, tutti.

Così ieri, mentre Urbino si illuminava dei dipinti e delle parole di Lalla Romana in un'imperdibile mostra nella Casa della poesia, ho incrociato una bella ragazza mora che consumava il suo tempo davanti a un bar, e l'ho invitata a seguirci per vedere, nella nuova Galleria Albani, fra le potenti incisioni di Arnaldo Pomodoro, una vera festa per gli occhi e per il gusto, le torte di Anna Gardu, sofisticata artista in equilibrio tra scultura e pasticcieri. Le ho descritto le meraviglie di Anna e si è incuriosita, sembrava avere capito. Ma non è venuta. Ha preferito continuare a perdere la sua vita.

Più giù ho trovato una giovane e minuta ragazza che si era appena laureata ed era con tutti i suoi familiari. L'ho invitata a festeggiarsi, ed è scesa, con i suoi, nello spazio sorprendente della galleria, dove pannelli di mandorla e zucchero, con i colori di Urbino, accoglievano visitatori curiosi presto introdotti a una tavola così ricca di dolci da rendere allegri anche gli infelici e gli afflitti. Il talento di Anna Gardu è così immediato che non si può non riconoscere con gratitudine. Triste perderlo per difetto di curiosità. Voglio dirlo: tutta l'umanità dovrebbe essere come Paola, che non se ne perde una.

Commenti

Velarubens

Gio, 28/06/2018 - 15:13

Lei sembra essere convinto che la curiosità per le arti (plastiche e culinarie) sia in sé una buona cosa. Tostoy la pensava ben diversamente, come pure John Carey, già professore (lui lo era veramente) all'università di Oxford (vedi il suo libro What good are the arts.) Osservando la vita di critici d'arte (o critici culinari), si ha l'impresione che non siano in generale persone molto felici: sono spesso collerici e sembrano perfino essercene alcuni con scarsissima integrità... A questo punto sembrerebbe meglio perseguire quella bellezza interna che sia per Socrate sia per il Buddha non era mai disgiunta dall'etica, e che viene sperimentata ad esempio dai monaci buddhisti in quello stato meditativo che si chiama jhana.

Nick2

Gio, 28/06/2018 - 15:25

Sì, bravo! Mi sa che puntavi alla bella ragazza mora, altro che Arnaldo Pomodoro e Anna Gardu. Stavolta ti è andata male...

Ritratto di Angelo Rossini

Angelo Rossini

Gio, 28/06/2018 - 16:34

Complimenti a Velarubens per le considerazioni che, da sole, valgono e surclassano molti commenti di Sgarbi in questa rubrichetta. La curiosità per le arti attuali poi, affonda le radici nella pochezza e nella vacuità dei contenuti che reggono solamente per una sorta di affezione al collezionismo ( e alla chimera del valore venale ) scavalcando la ricerca del bello con la complicità di molti ma molti cosiddetti critici.

Ritratto di Leo Vadala

Anonimo (non verificato)

Ritratto di Maximilien1791

Maximilien1791

Gio, 28/06/2018 - 18:50

Anch' io conosco una Paola che non se ne perde uno.

Anonimo (non verificato)

neucrate

Gio, 28/06/2018 - 20:42

Diciamo che la curiosità massima per un comune mortale, sarebbe di poter dialogare con un Libero Pensatore come me, privileggio raro non a tutti concesso

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Gio, 28/06/2018 - 21:11

Piucchèaltro, Paola deve essere il nome della ragazza giovane e minuta neolaureata, suppongo. Effettivamente un tantino stonato questo pezzo. O forse volevi mettere alla prova i tuoi lettori adulatori per dimostrare quanto ti sono fedeli. Vittorio non farci di questi scherzi, son di cattivo gusto, oltre a screditarti. 17,00 - 28.6.2018

Agev

Gio, 28/06/2018 - 23:53

Caro Dario la curiosità si chiama Paola perché da sempre la curiosità è femmina ma non è andata oltre la curiosità dell'ovvio. In effetti Vittorio suggerisce alla giovane mora di andare oltre l'ovvio ma lei preferisce per " pigrizia " o altro continuare a perdere la sua vita . E' un gioco delle parti e tale è rimasto . Gaetano

pasquinomaicontento

Ven, 29/06/2018 - 11:26

...Caramelle non ne voglio più-Certe volte non ti capisco-Le rose e violini-Questa sera raccontali a un'altra-Violini e rose li posso sentire- Quando la rosa mi va se mi va,-Quando è il momento e dopo si vedrà.-Una parola ancora-Parole, parole, parole...Insomma caro "tutta sberlocca" Sgarbi, le donne, se nun l'hai capito,vonno assaggià er tortore,che è come centomila violini che sònano all'unisono,senza steccà.La canzone per chi non lo sapesse,è -Parole- il duo battibeccante è Mina-Alberto Lupo. Bona giornata .

Ritratto di bimbo

bimbo

Ven, 29/06/2018 - 16:37

Già ogni lasciata è persa.., ma attenzione che a volte una lasciata può essere una vittoria. Chi non è accecato nella mente vede meglio, anche senza usare gli occhiali..