David senza senso dell'umorismo: snobbato Zalone

È probabilmente l'inizio del Rinascimento dei David di Donatello. Almeno televisivamente, perché, dopo 59 edizioni del principale premio cinematografico italiano seguite dalla Rai, ieri, in occasione della sessantesima cerimonia, la serata è passata a Sky che ha fatto un grande sforzo produttivo. Tanto che sembrava di assistere a una finale di uno dei suoi programmi di punta, X Factor, con schermi led di 150 metri quadrati, 15 telecamere, e poi la conduzione del talentuoso Alessandro Cattelan coadiuvato dai collegamenti con il red carpet di Francesco Castelnuovo e con il critico Gianni Canova. Ma in una cerimonia in stile Hollywood sul Tevere a cui ha partecipato tutto il cinema italiano con tanti «premiatori» sul palco (Stefano Accorsi, Giuseppe Battiston, Paola Cortellesi, Matilde De Angelis, Christian De Sica tra gli altri), uno dei grandi assenti, ancora una volta, è stato Checco Zalone al secolo Luca Medici.