Delitto di Perugia: l'ex di Julia consegnò le chiavi al padre-killer

Le prove del delitto: le chiavi del palazzo, un'impronta di scarpa, un furgone bianco

Valerio Mementi consegnò al padre Riccardo le chiavi del portone del palazzo dove si trova l’appartamento in cui è stato ucciso Alessandro Polizzi e ferita la fidanzata Julia Tosti. Il gip di Perugia ha oggi disposto l’ordinanza di custodia cautelare per padre e figlio. Dalle indagini, infatti, è emerso che Valerio Menenti non restituì alla Tosti, con la quale aveva convissuto prima di lasciarsi, le chiavi del portone del palazzo in cui abitava la ragazza ma solo quelle di casa.

Secondo il giudice per le indagini preliminari significativo che l’assassino sia entrato dal portone dello stabile senza forzare la serratura, a differenza di quanto ha dovuto fare con la porta di ingresso dell’abitazione di Julia Tosti, letteralmente sfondata". E prosegue: "L’assassino ha dimostrato di conoscere bene lo stato dei luoghi, perchè una volta sfondata la porta di ingresso, pur trovandosi nel buio, si è immediatamente diretto alla camera da letto: queste informazioni furono fornite all’assassino solo da qualcuno che conosceva bene la casa, come proprio Valerio Menenti che vi aveva vissuto per un lungo periodo".

Nel mentre, è in corso al carcere perugino di Capanne l'interrogatorio al figio (mandante) e al padre (esecutore). Presenti i legali dei Menenti, Luca Patalini e Alessia Papi, e il sostituto procuratore Antonella Duchini. Nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip ha parlato chiaramente di "omicidio preordinato premeditato in cui il movente va ricercato nella volonta punitiva che sussiteva in Valerio Mementi".