Delitto di Perugia, Sollecito: “Io e Amanda trattati da mafiosi”

Raffaele Sollecito, che da un mese si è trasferito in Francia per lavoro, si dice soddisfatto per la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha condannato l'Italia a versare 18.400 euro ad Amanda Knox per la violazione del suo diritto alla difesa.

"Sono contento perché finalmente si mette un punto fermo su anni e anni in cui ho dovuto subire sia il giudizio dei magistrati sia quello mediatico e di conseguenza popolare". E' quanto ha affermato all'Adnkronos, con grande soddisfazione, Raffaele Sollecito all'indomani della sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha condannato l'Italia a versare 18.400 euro ad Amada Knox per la violazione del suo diritto alla difesa.

"Molti mi colpevolizzavano dicendo che "difendevo" un'assassina calcolatrice e senza scrupoli. Tutti mi hanno dipinto come una persona soggiogata da questa sorta di "vedova nera" ma era solo una costruzione della stampa".

Sollecito e la Knox sono stati assolti in via definitiva per il brutale omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese trovata morta la sera dell’1 novembre del 2007 in un appartamento a Perugia.

La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo riguarda il caso che ha visto opposti la cittadina statunitense allo Stato italiano e che concerne la procedura con cui la giustizia italiana è arrivata a condannare la Knox per calunnia nei
confronti di Patrick Lumumba.

Sempre all’ Adnkronos, Raffaele Sollecito ha dichiarato che "nel mio caso non ci fu violenza in termini fisici, ma ho sempre sottolineato la violenza psicologica insensata: siamo stati più di dieci ore di notte in Questura, tenuti come dei mafiosi che cercavano di sfuggire alle loro responsabilità. In realtà stavano facendo un buco nell'acqua".

Sul fatto che, secondo la Corte non c'è nessuna prova dei trattamenti inumani dei quali si era lamentata Knox, Sollecito ammette che “dimostrare che ci siano stati maltrattamenti in Questura è difficile. Io su questo non posso dire niente, quando fui interrogato Amanda era lontana da me".

Un incubo quello vissuto dall’ l'ingegnere informatico, originario della Puglia, che vuole assolutamente mettersi finalmente alle spalle. Da circa un mese, infatti, si è trasferito in Francia per sfruttare una nuova opportunità lavorativa."Vivo in Francia, mi sono trasferito qui per lavoro, ho avuto un'opportunità e mi sono trasferito".

Condannato in primo grado e poi assolto, Sollecito si laureò nel 2008 mentre era detenuto nel carcere perugino
di Capanne. Nel 2014 ha conseguito la laurea specialistica in ingegneria informatica all'università di Verona. Assolto
definitivamente dalla Cassazione, aveva poi intrapreso alcuni progetti lavorativi, come la creazione di una start up, chiamata 'Be on memories', dedicata alla commemorazione dei defunti. L’idea, aveva spiegato in seguito, era scaturita dal ricordo della madre. "La start up è ancora attiva".

Così come sono ancora attivi i suoi contatti con Amanda Knox: "Ci parliamo e sentiamo per messaggio" ha detto Sollecito che ha concluso dicendosi “felice di andare a testa alta riguardo a una vicenda che ha infangato il nome mio e della mia famiglia".

Commenti
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mortimermouse

Ven, 25/01/2019 - 17:47

per colpa della magistratura di sinistra!! e ANM se ne stava zitta con la complicita di napolitano e dei babbei comunisti

venco

Ven, 25/01/2019 - 18:06

Quando la giustizia non funziona, come è stato in questo caso, i veri colpevoli pretendono risarcimenti.

stefi84

Ven, 25/01/2019 - 18:11

Giusto il risarcimento ad Amanda, concordo con la sentenza di Strasburgo.