Detenuto desidera attenzioni e prende infermiera a secchiate d'acqua

La donna è stata costretta a rimanere con gli abiti fradici fino al termine delle ore lavorative

Sembrano placarsi a rilento le tensioni sorte nel carcere di Borgo San Nicola in quel di Lecce. Un nuovo triste episodio si è infatti verificato nel pomeriggio di domenica 21 aprile ai danni di un'infermiera che opera nella struttura detentiva. La donna è stata presa a secchiate d'acqua da un detenuto di origine giordana, G.A., 56 anni che lamentava da parte della stessa scarse attenzioni. A dare notizia di quanto accaduto Domenico Mastrulli, segretario generale nazionale del Cosp (Coordinamento sindacale penitenziario). La malcapitata stava completando l'intero giro dei reparti e non era nemmeno ancora giunta nei pressi della cella del detenuto. Ma quest'ultimo ha iniziato a dare in escandescenza. Prima una serie di pesanti offese all'indirizzo dell'infermiera che a suo dire non aveva soddisfatto immediatamente le richieste da lui avanzate. Poi una secchiata d'acqua che ha investito in pieno la donna e che l'ha costretta a restare con gli abiti fradici fino al termine delle ore lavorative. Tutto ciò, stando a quanto denuncia il Cosp, è l'esito di una situazione divenuta oramai insostenibile e caratterizzata dalla carenza di personale civile infermieristico a fronte di un penitenziario che conta un migliaio di detenuti.

In Italia, come fa sapere Mastrulli, si contano oltre duemila casi di aggressioni e a pagarne il prezzo più alto sono proprio gli operatori della polizia penitenziaria che hanno il compito di mantenere il controllo e la sicurezza negli interi settori delle case circondariali. Un'altra grave problematica è senza dubbio quella dei suicidi dei carcerati: 127 nell'arco di una decina di anni, ma il numero sembra crescere in maniera preoccupante negli ultimi tempi. Il sindacato si dichiara convinto della necessità che il controllo e la sicurezza delle carceri vengano affidati al Dipartimento dell'Interno e che tornino in capo ai prefetti come proposto dal ministro Matteo Salvini con recente circolare. G.A., la cui posizione giuridica non è ancora definita, è stato denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale e pertanto confinato nel Reparto accoglienza.