Detenuto trovato con 50 grammi di hascisc in carcere a Sanremo

Che si trattasse di stupefacente ad uso personale o destinato allo spaccio non è ancora chiaro ed è proprio su questo punto che si stanno concentrando le indagini, perché gli agenti sospettano che possa esserci un giro droga in carcere

Trovato con in dosso cinquanta grammi di hascisc e mezzo grammo di cocaina, al termine di un colloquio: lui è un detenuto cinquantenne di Genova, S.I., recluso nel carcere di Sanremo, che è stato arrestato dagli agenti della polizia penitenziaria. Che si trattasse di stupefacente ad uso personale o destinato allo spaccio non è ancora chiaro ed è proprio su questo punto che si stanno concentrando le indagini, perché gli agenti sospettano che possa esserci un giro droga in carcere.

Tutto ha avuto inizio, quando al termine del colloquio con tre familiari, tra cui anche la moglie, il detenuto rientra come consuetudine in cella. Vuoi per qualche atteggiamento sospetto, ma anche perché capita di eseguire controlli a campione dopo i colloqui, il cinquantenne viene sottoposto a ispezione e, come per incanto, spunta il panetto di hascisc. I poliziotti stanno ora visionando i filmati del circuito di videosorveglianza del carcere e a breve potrebbe scattare un avviso di garanzia anche per i familiari del detenuto. L’indagine nei loro confronti non è scattata, mancando la flagranza di reato.

”Finalmente - commenta il sindacalista, Michele Lorenzo (Sappe) - si consente alla polizia penitenziaria sanremese di effettuare al meglio la propria attività, che è di garantire la sicurezza di tutto l’istituto. Non è la prima volta che viene sequestrato dello stupefacente, che i famigliari dei detenuti, con mille artifici, cercano di introdurre in carcere".

Lorenzo ricorda Marassi, quanto avvenuto nel penitenziario genovese di Marassi: “dove la droga veniva lanciata dalla strada, all'interno del cortile del carcere. La quantità di stupefacente sequestrata, che si voleva far entrare in carcere potrebbe anche far pensare ad un traffico interno".

Conclude: "Sono sempre più strategiche le metodologie messe in atto per eludere i controlli. Per questo motivo è necessario aumentare il livello di attenzione, dotanto la polizia penitenziaria di più efficienti strumenti di controllo e di prevenzione come i cani antidroga da utilizzare specialmente durante le fasi dei colloqui tra detenuti e famigliari che risulta essere uno degli accessi più vulnerabili”.

Commenti
Ritratto di giovinap

giovinap

Gio, 06/12/2018 - 12:21

i patani il commercio ce l'hanno nel dna, non riesco a stare senza; come i tossici!