Roma, dietro suicidio all'Enea forse il caso delle baby-squillo dei Parioli

Un tecnico trovato senza vita dopo una settimana di ricerche. Farebbe riferimento al giro di prostituzione in carte al vaglio della polizia

Potrebbe esserci la vicenda delle baby-squillo dei Parioli dietro il suicidio di Saverio Santomassimo, un tecnico del centro ricerche Enea Casaccia, trovato impiccato due giorni fa. Fonti della polizia hanno dichiarato alle agenzie di stampa che nel suo ufficio sono stati ritrovati scritti, destinati alla famiglia, che conterrebbero riferimenti espliciti alle prostitute-bambine.

A quanto emerge dai documenti, al vaglio degli investigatori, il tecnico temeva che il suo nome finisse per essere accostato alla vicenda, per ragioni che non sono ancora chiare. Santomassimo non è al momento tra le persone incluse negli atti dell'inchiesta.

Il tecnico 53enne, residente ad Anguillare Sabazia, era stato ritrovato impiccato in una stanza del centro Enea ieri, a una settimana da quando la famiglia ne aveva denunciato la scomparsa.

Entrato al lavoro per il suo turno la notte del 30 aprile, l'uomo non ne era più uscito. A complicare le ricerche le dimensioni dell'area dell'Enea, che comprende magazzini, uffici, officine e aree boschive. Santomassimo aveva partecipato a diverse spedizioni del Centro in Antartide.