Come dire addio al dolore senza imbottirsi di pillole

Quando compaiono i primi fastidi non bisogna perdere tempo. E se non bastano i farmaci, è possibile ricorrere a cure alternative, dall'agopuntura alla tecarterapia

di Claudia Galmozzi*

Ipotizziamo una «ragazza quarantenne» che si svegli al mattino con un fastidioso dolore alla spalla. Oppure un «ragazzo cinquantenne» che, durante la preparazione alla maratona di New York, venga interessato da una fastidiosa lombalgia. Ammettiamo che entrambi interpellino il medico di base per risolvere il problema e che dopo alcune indagini strumentali giungano a una diagnosi: la «ragazza» soffre di borsite alla spalla e il «ragazzo» ha una protrusione discale a livello lombare. Escluso l'intervento chirurgico che non è indicato, cosa devono fare? Da questo momento, infatti, si entra nella «giungla» delle terapie farmacologiche e non. Districarsi non è semplicissimo anche perché non esistono due dolori uguali e due pazienti uguali; quindi, ciò che andrà bene a una persona, non necessariamente si adatterà a un'altra. In genere, in prima battuta, si usano i farmaci. La somministrazione può avvenire per bocca, con cerotti, mediante iniezioni, infiltrazioni, fino all'uso di tecniche più invasive, come l'uso di cateterini. Spesso, però, non basta. Il proseguimento della terapia include numerose cure fisiche e strumentali quali, ad esempio: massaggi, trattamenti osteopatici, chiropratici, fisioterapici, ginnastica posturale, onde d'urto, tecarterapia, oltre a discipline quali l'agopuntura e l'elettroagopuntura.

Per le tecniche che includono le manipolazioni manuali, la scelta tra queste deve essere fatta in base al problema da trattare sebbene spesso le indicazioni si sovrappongano tra le diverse discipline. Una corretta mobilizzazione o riabilitazione dopo un periodo più o meno prolungato di immobilità è sempre consigliato, così come la correzione degli atteggiamenti posturali errati. Le apparecchiature elettromedicali si basano su diversi principi fisici che permettono di promuovere e stimolare la rigenerazione dei tessuti. Ad esempio, le onde d'urto sono impulsi acustici caratterizzati da una particolare forma di onda in grado di produrre una stimolazione meccanica cellulare capace di avviare i processi di guarigione della parte lesa. Vengono utilizzate per ridurre l'infiammazione, il dolore, l'edema e i depositi calcifici. La periartrite scapolo omerale, le spine calcaneari, le tendinopatie, sono solo alcune delle patologie trattate con successo.

La tecarterapia, invece, richiama cariche elettriche nell'area da trattare, sfruttando dei conduttori. Nella zona sotto terapia si avrà un flusso di cariche elettriche che porterà a un'attivazione del metabolismo cellulare, lo sviluppo di calore, l'aumento del drenaggio emo-linfatico. Quindi, per la sua capacità di ridurre l'infiammazione, il dolore e il gonfiore, trova indicazione nelle fasciti plantari, nelle cervicalgie, nelle lombalgie, nei traumi acuti ed in molte altre patologie dolorose.

Un discorso a parte meritano l'agopuntura e l'elettroagopuntura che si basano sulla medicina tradizionale cinese, quindi sul riequilibrio energetico della persona. Questo avviene attraverso l'inserzione di aghi non medicati (senza farmaci) in punti specifici del corpo che permettono di ristabilire il corretto «flusso energetico». La diagnosi sarà basata non soltanto sulla sintomatologia dolorosa ma sul paziente nella sua globalità. Queste sono alcune delle tecniche utilizzabili per la borsite alla spalla e per le protrusioni lombari e la complessità della malattia dolore porta molto spesso a prediligere un approccio multidisciplinare in cui vengono utilizzate diverse terapie. Talvolta, l'origine del dolore è psico somatica e tutto si complica. Per concludere, l'ausilio di uno specialista può aiutare a non perdersi tra le terapie e a non perdere tempo a risolvere il problema.

*Specialista in Anestesia,

Rianimazione, Terapia

del dolore, Agopuntore

claudiagalmozzi@tiscali.it