Diritto all'oblio, ecco il link per chiedere a Google di cancellare articoli e foto

Da Mountain View un modulo online per "ripulire" la propria reputazione online

In rete gira un articolo o una foto che lede la vostra reputazione? Da oggi basta lungaggini: in tutta Europa Google consentirà ai cittadini di far valere il proprio diritto all'oblio in (quasi) un click.

Il colosso di internet ha predisposto un modulo online attraverso il quale i cittadini europei possono richiedere la rimozione di link dai risultati di ricerca. "Esamineremo ogni richiesta cercando di bilanciare il diritto alla privacy con quello all’informazione", dice un dirigente Google, ricordando che una sentenza della Corte Ue del 13 maggio "richiede a Google di prendere decisioni difficili in merito al diritto di un individuo all’oblio e al diritto del pubblico di accedere all’informazione". Per questo, continua, "Stiamo creando un comitato consultivo di esperti che analizzi attentamente questi temi. Inoltre, nell’implementare questa decisione coopereremo con i garanti della privacy ed altre autorità".

Sulla pagina messa online da Google (qui il link) ci sono tutte le istruzioni per far rimuovere dai risultati delle ricerche i contenuti ritenuti lesivi (che non saranno quindi più indicizzati). Saranno cancellati quelli che "includono informazioni obsolete sull'utente" e quelli che non hanno "informazioni di interesse pubblico, ad esempio se riguardano frodi finanziarie, negligenza professionale, condanne penali o la condotta pubblica di funzionari statali". Per richiederne la rimozione basta inserire i propri dati (o quelli del proprio assistito se l'istanza è avviata da un avvocato), spiegare brevemente il perché debbano essere cancellati e allegare una copia del documento di identità.

Commenti

max.cerri.79

Ven, 30/05/2014 - 11:20

Anche la cina ha iniziato così

marcothai

Ven, 30/05/2014 - 11:57

.......e per quanto riguarda tripadvisor___

Ritratto di Luponero

Luponero

Ven, 30/05/2014 - 16:17

Quella di google o di tripadvisor è un arma pericolosa. Da una parte è vero che si danno informazioni in più utili per l'utente finale. Dall'altra (tempo fa lavorai per una struttura turistica è certe cose le ho notate) sono i clienti scontenti quelli più stimolati a fare una recensione. Su 10 clienti scontenti almeno la metà fa una recensione negativa, mosso da senso di rivalsa. Su 30 contenti già è tanto se ci va 1. Anzi nel nostro caso tutti ci fecero i complimenti, ma nessuno fece una recensione. L'unica recensione negativa la fece un cliente che sembrava soddisfatto ma che poi ci scrisse che aveva trovato troppe zanzare e sconsigliava il posto. Quindi l'informazione complessiva è parzialmente falsata. Infine c'è da dire che se da una parte primeggiano le grosse strutture in grado di dare spesso un ottimo rapporto qualità prezzo, dall'altra vanno in difficoltà strutture più modeste che sicuramente hanno rapporti meno vantaggiosi. Diciamo così che mediamente i grossi uccidono i piccoli. A lungo andare rimangono i grossi, ovvero economie di scala e minore forza lavoro, ma anche più disoccupazione che va in diretta concorrenza con chi già è alla ricerca di occupazione. Questo discorso si ripete esattaemnte con ristoranti o pizzerie. Magari in un ristorante non si mangerà in maniera eccezionale come in un altro, ma magari con tempi più flessibili avrà tempo di migliorare e comunque lavorare. Diversamente rischia di venir stroncato. Ricordo di essere uscito dall'autostrada tempo fa per mangiare una pizza in un paesino e ho usato google map. Ovviamente sono andato da quello con più stelle, ma l'altro era praticamente spacciato. Tutti quelli che hanno fatto come me hanno bocciato l'altro. Magari le recensioni più vecchie di due anni potrebbero essere mediate con le nuove recensioni.