Disoccupato e invalido, il prete lo caccia di casa

L'accusa di Antonello, costretto a vivere in dormitorio. È stato sfrattato dalla casa che due anni fa il prete gli aveva messo a disposizione

Lo hanno lasciato così, fuori da casa. E a farlo non è stato una persona qualsiasi, ma il parroco della sua chiesa. La stessa Chiesa che per voce di monsignor Nunzio Galantino chiede a tutti di essere ospitali. La stessa chiesa che è stata chiamata da Papa Francesco ad aprire le parrocchie ai profughi.

È disoccupato e invalido. Ma per Antonello non ci sarà un tetto sotto cui dormire. Due anni fa si era recato al monastero di San Giuseppe e lì don Armando Nolli gli aveva messo a disposizione un appartamento all'interno di una vecchia sacrestia. Nel 2013 aveva dovuto lasciare la sua casa ad Acqualunga, perché rimasto senza alcun lavoro e con le difficoltà del caso di trovarne un altro. Ma ora quella sacrestia gli è stata tolta.

"Don Nolli è andato in pensione e mi ha chiesto di andarmene - ha detto Antonello a bresciatoday.it - perché doveva lasciare la casa libera per il nuovo sacerdote. Così, dal 20 agosto vivo al dormitorio San Vincenzo. Non si sono fatti nessuno scrupolo e mi hanno fatto andare via. Certo non sono in mezzo ad una strada, ma mi sento tradito. Pochi giorni fa mi hanno fatto notare che devo provvedere anche svuotare l'appartamento e devo portare via anche il mio gatto. Ma io non sono dove metterli i mobili e gli elettrodomestici, non posso pagare l'affitto di un magazzino e il gatto non posso tenerlo in dormitorio. Mi hanno messo in seria difficoltà. Parlano di aiutare i migranti e poi lasciano morire gli italiani".

Ed è proprio la differenza di trattamento tra immigrati e autoctoni a lasciare l'amaro in bocca. Antonello vorrebbe lavorare, ma non riesce a trovare nulla che gli permetta di pagare un appartamento tutto suo. "Ho sempre lavorato tanto - dice - poi ho avuto dei grossi problemi alla schiena e non ho più potuto fare lavori pesanti. L'agenzia di collocamento mi aveva trovato un'occupazione in un'azienda agricola di Dello, certo lo stipendio non era un granché, ma almeno riuscivo a pagare le bollette, poi mi hanno lasciato a casa per assumere un loro conoscente. Da allora non riesco più a provvedere a me stesso. Don Nolli mi aveva dato una grossa mano decidendo di ospitarmi, ma ora anche lui fa orecchie da mercante".