Divorzio e le spese straordinarie: così si abbattono le liti

Con i "protocolli di intesa" sulle spese straordinarie vengono definiti anche i tempi per l'erogazione a favore dell'ex coniuge

I coniugi che si separano o che divorziano trovano quasi sempre un motivo di scontro sulle spese straordinarie. Le liti tra gli ex coniugi si declinano quasi sempre su spese che di fatto venivano comunicate con poco preavviso, senza esser documentate e con la pretesa del rimborso immediato. Così di volta in volta i giudici hanno dovuto prenedere decisioni diverse secondo i casi arrivati in causa. Ma per ovviare a questi lunghi duelli legali, i Consigli dell'Ordine degli Avvocati hanno sottoscritto un "protocollo d'intesa" che di fatto va a definire in modo chiaro quali sono le "spese straordinarie". Come spiega l'avvocato Luca Avaldi (infoavvocatodifamiglia@gmail.com) "Prima dell’introduzione dei suddetti protocolli molti genitori chiedevano all’altro che gli rimborsasse, quali spese straordinarie, ogni acquisto che effettuavano (mensa scolastica, vestiario, giochi ecc.), in alcune occasioni senza documentare l’acquisto e di sovente con la pretesa che il rimborso venisse effettuato il giorno successivo alla comunicazione. L’introduzione dei suddetti protocolli d’intesa ha fatto chiarezza su diversi aspetti relativi alla ripartizione delle spese tra coniugi, stabilendo ad esempio che le spese per la mensa, salvo diverso accordo dei genitori,non rientrano tra le spese straordinarie che il genitore deve rimborsare all’altro".

I protocolli sottoscritti con i Consigli dell'Ordine degli Avvocati fissano anche dei limiti temporali entro ui provvedere ai pagamenti: l'importo dovrà essere erogato a favore dell'ex coniuge entro due settimane (fino al 50%) dalla richiesta documentata. Un passo in avnati questo che di fatto sgombera il campo da lunghe cause in tribunale per le spese straordinarie e abbatte la conflittualità tra gli ex coniugi in sede legale.