Dj Fabo, il gip dispone l'imputazione coatta: "Cappato va processato per aiuto al suicidio"

Il gip ha bocciato la richiesta di archiviazione della Procura di Milano e disposto l'imputazione coatta con l'accusa di aiuto al suicidio per Marco Cappato per aver accompagnato dj Fabo in Svizzera

Il Gip di Milano, Luigi Gargiulo, ha disposto l'imputazione coatta per Marco Cappato, bocciando la richiesta di archiviazione della Procura: l'esponente dei radicali verrà processato per il reato di aiuto al suicidio di Dj Fabo.

Il tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni aveva accompagnato in auto in Svizzera Fabiano Antoniani, 40 anni, che dopo un grave incidente nel 2014 era rimasto cieco e tetraplegico, non respirava in autonomia, era intubato e veniva alimentato con un sondino. Il disk jockey, che soffriva di dolori fortissimi e non aveva alcuna speranza di miglioramento, morì il 27 febbraio scorso nella clinica Dignitas vicino a Zurigo con la pratica del suicidio assistito. Al ritorno dal viaggio Cappato si era autodenunciato.

Al termine di un'indagine nata dall'autodenuncia dello stesso Cappato, i pm Tiziana Siciliano e Sara Arduini avevano chiesto l'archiviazione. Per l'accusa "il principio della dignità umana impone l'attribuzione a Fabiano Antoniani, e in conseguenza a tutti gli individui che si trovano nelle medesime condizioni, di un vero e proprio diritto al suicidio". Una considerazione non accolta dal giudice per le indagine preliminari, che aveva respinto la richiesta e fissato per giovedì 6 luglio un'udienza per discutere la questione.

Tanto la Procura, quanto la difesa di Cappato avevano chiesto al giudice di valutare anche la possibilità di trasmissione alla Consulta gli atti per sollevare la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 580 del codice penale, quello che punisce chiunque agevoli "in qualsiasi modo" il suicidio. Una norma che, secondo accusa e difesa, non terrebbe conto di casi particolari come quello del dj milanese.

Al termine di un colloquio durato pochi minuti, il giudice aveva comunicato che avrebbe preso una decisione entro una settimana. Decisione arrivata oggi: il gip ha bocciato la richiesta di archiviazione dei pm e disposto l'imputazione coatta per l'esponente dei radicali con l'accusa di aiuto al suicidio per aver accompagnato in Svizzera Fabiano Antoniani. Ora la Procura dovrà chiedere il rinvio a giudizio per Cappato.

"Sicuramente il fatto che il gip non abbia tenuto conto del dubbio di legittimità costituzionale della norma che prevede l'istituzione e l'aiuto al suicidio ci dispiace - ha commentato l'avvocato Filomena Gallo, legale del tesoriere dell'Associazione Coscioni - Si tratta di una norma scritta in epoca fasciata, sicuramente datata, che non tiene conto di situazioni come quelle di Fabiano e nemmeno della nostra Carta Costituzionale. Ritengo che il divieto debba rimanere ma che la legge debba prevede anche delle eccezioni".

"Sarò processato per l'aiuto a Fabo: così ha deciso oggi il giudice. Il processo sarà anche l'occasione per processare una legge ingiusta", ha scritto invece su Twitter Marco Cappato. Poi in una nota dell'associazione Luca Coscioni ha commentato: "Esprimo tutto il mio rispetto per la scelta del Giudice per le indagini preliminari. Quando ho accettato la richiesta di Fabo, sapevo di andare incontro al rischio di essere processato, così come lo sanno Mina Welby e Gustavo Fraticelli per le altre persone che abbiamo aiutato e continuiamo ad aiutare".

"Il processo sarà l'occasione per difendere il rispetto della libera e consapevole scelta di Fabo interrompere una condizione di sofferenza insopportabile - prosegue la nota del radicale - Sarà anche l'occasione per processare una legge approvata in epoca fascista che, nel nome di un concetto astratto e ideologico di vita, è disposta a sacrificare e calpestare le vite delle singole persone in carne ed ossa".

"Nel frattempo, l'azione di disobbedienza civile che portiamo avanti dal sito soseutanasia.it prosegue, fino a quando il Parlamento non avrà avuto il coraggio di decidere sulla nostra proposta di legge di iniziativa popolare depositata ormai quattro anni fa. Purtroppo, devo constatare che persino sul testamento biologico la politica ufficiale è incapace di assumersi le proprie responsabilità", ha concluso Cappato.

Commenti
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elkid

Lun, 10/07/2017 - 18:24

---in fondo è quello che cappato voleva--per accendere i riflettori sulla questione---stimo moltissimo questo politico che combatte personalmente le battaglie in cui crede --mettendo a rischio se stesso e la propria libertà---da un paese involuto come il nostro sui diritti civili--non ci si poteva aspettare nulla di diverso--se il bimbo inglese fosse in italia ripercorrerebbe l'odissea della englaro rimasta con la spina attaccata per quasi un ventennio --come una pianta innaturale---swag

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makko55

Lun, 10/07/2017 - 18:25

Cappato, l'ho già scritto, vai a lavorare!!

carlottacharlie

Lun, 10/07/2017 - 19:53

Gargiulo Gargiulo, potresti darti da fare a perseguire i criminali? Troppo comodo e facile processare soseutanasia.

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michageo

Lun, 10/07/2017 - 20:54

Parrebbe l'emulo di Woodcock: perché non comincia ad occuparsi di mafie , criminalità reali, forse ha paura che lo macellino?

cgf

Lun, 10/07/2017 - 21:03

Si era autodenunciato, non si lamenti, poteva succedere e lo sapeva. Attenda la fine dei gradi di giudizio e sia ORGOGLIOSO, visto che ci tiene ai diritti delle persone, che la giustizia è uguale per tutti, anche per i radicali.

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bonoitalianoma

Lun, 10/07/2017 - 22:44

Il reato ipotizzato sarebbe stati compiuto in un altro Stato. Dovrebbero fare una rogatoria per appurare in loco se è avvenuto detto reato che nel caso in questione non è contemplato dalla legislazione Svizzera. Vale il detto: cherchez la femme che in Italia ci sono un sacco di "altarini da scoprire"

jenab

Mar, 11/07/2017 - 08:30

in giudice nullafacente lo si trova sempre!!

giuseppe_s

Mar, 11/07/2017 - 10:52

FINALMENTE UN GIUDICE CHE APPLICA LA LEGGE. L'EUTANASIA E' UN REATO IN ITALIA E PER TANTO DEVE ESSERE PERSEGUITO CHIUNQUE AGEVOLI IL REATO. E' NOTA A MOLTI LA STORIA DEL BAMBINO INGLESE CHARLIE CONDANNATO A MORTE CON LE STESSE MOTIVAZIONI "IL DIRITTO ALLA DIGNITA" TRAVISANDO IL SENSO DELLA LEGGE CHE DEVE ESSERE QUELLO DELLA DIFESA DELLA VITA. ANCHE MATTARELLA E' INTERVENUTO CERCANDO DI SALVALO IN QUALCHE MODO. IL DIRITTO ALLA MORTE NON ESISTE E LE BATTAGLIE DEI RADICALI SONO PER LA MORTE: ABORTO, DROGA, EUTANASIA. A DAR RETTA A CERTI BOIA SOLO CHI E' SANO, BELLO, RICCO, INTELLIGENTE PUO' VIVERE UNA VITA DEGNA DI ESSERE VISSUTA, MA LA VITA E' DEGNA INVECE DI ESSERE VISSUTA IN QUALSIASI SITUAZIONE, E BISOGNA LOTTARE PER MIGLIORARE INVECE QUELLA DI CHI SOFFRE, ALTRIMENTI NON AVREBBE SENSO LA MEDICINA LA TECNOLOGIA E LA CARITA' VERSO CHI SOFFRE, SAREBBERO TUTTI ABBATTUTI COME CAVALLI FERITI. BENE CHE PAGHI QUINDI E LOTTI PER LA VITA LA PROSSIMA VOLTA.