Domenico Maurantonio, lo sfogo del padre: "Qualcuno dica cosa ha visto"

Bruno Maurantonio: ""Avevo immaginato che i ragazzi fossero sotto choc, che il loro silenzio fosse il frutto del contraccolpo per quanto accaduto"

Dopo la tragedia di Domenico Maurantonio, il padre, Bruno si sfoga e attacca i compagni di classe del figlio. "Avevo immaginato che i ragazzi fossero sotto choc, che il loro silenzio fosse il frutto del contraccolpo per quanto accaduto". E ancora: "Certamente non si è trattato di un suicidio né di un incidente. Cadere da quella finestra per “errore” è praticamente impossibile. Ci sono stato, ho visto l’hotel. Ho la certezza come genitore che mio figlio non si sarebbe messo in una situazione di pericolo
da solo", ha affermato Maurantonio al Corriere. Infine il padre parla anche della messa in ricordo di Domenico a cui non hanno partecipato i compagni di scuola: "Alcuni erano impegnati con la scuola per una recita. Ma mia moglie Antonia ha visto diversi professori.

Non è il tempo per noi di pensare a queste cose. So che la tragedia di Domenico ha colpito molte persone, che è una tema sentito da molte famiglie.Ora bisogna soltanto arrivare alla verità". Intanto proseguono le indagini. In settimana saranno ascoltati 10 ragazzi della 5F sempre del liceo scientifico Nievo che erano i gita con la classe di Domenico. Gli investigatori sono convinti che abbiano sentito qualcosa. Il cerchio si stringe però attorno ai due diciottenni compagni di stanza di Domenico. Quando sono arrivati nella sala per la colazione dell'hote avrebbero detto al docente: "Domenico non è qui e nemmeno in stanza...". Ma nessuno avrebbe detto ai professori ad esempio della presenza di feci nel corridoio dell'albergo. Particolari e dettagli dietro cui è probabile si nasconda la chiave del giallo.

Commenti
Ritratto di franco.brezzi

franco.brezzi

Lun, 25/05/2015 - 09:04

Ho letto, da qualche parte, che la signora Preside dice di non poter parlare per divieto ricevuto dai superiori. Siamo a questo punto, in Italia?

magnum357

Lun, 25/05/2015 - 10:21

Che schifo di compagni !!!! La preside ? La licenzio subito per ordini superiori e i compagni di classe non li ammetto all 'esame di maturità per immaturità e li mando sotto processo, tanto sono maggiorenni !!!!

linoalo1

Lun, 25/05/2015 - 10:38

Ed io continuo a ripetere che,quasi sempre,le colpe sono dei Genitori perché non hanno saputo educare i propri figli!Gli hanno insegnato l'educazione e l'Educazione Civica e la differenza tra il bene ed il male?Gli hanno insegnato quali sono i maggiori pericoli della vita odierna?Gli hanno insegnato cos'è l'aids,la droga e l'alcool?La verità è che,oggi,i Genitori,se ne fregano dei figli!Basta che abbiano da vestirsi,da mangiare ed il Telefonino!Certo,forse non è solo colpa loro ma anche,per me solo in parte,della frenesia della Vita e,quindi,della mancanza di tempo!Comunque sia,volere è potere!Molti,purtroppo,pensano che avere un figlio sia un obbligo da perseguire ad ogni costo!E poi?Chi lo alleva e come?In questo specifico caso,sembra quasi che il ragazzo,libero di fare quello che vuole,senza nessuno che lo assillava,si sia esaltato fino al punto,sempre per l'enorme gioa della completa libertà di agire,di commettere atti per lui insoliti,ma sicuramente irragionevoli!

Dabi03

Lun, 25/05/2015 - 13:37

@linoalo1 meno male che c'è lei, un esempio di saggezza per tutti i genitori che mettono al mondo figli così, per sport, senza saper fare i genitori; oppure per obbligo o per caso. E che prontezza nel classificare il povero ragazzo morto (ma lo conosceva?). Siamo stati tutti giovani e stupidi, giusto? Poi si cresce e alcuni rimangono tali mentre altri maturano. Probabilmente lei non è genitore, altrimenti non parlerebbe così.

mariolino50

Lun, 25/05/2015 - 15:27

linoalo1 Allora per mettere al mondo i figli cosa bisogna essere, professori pedagoghi o altro ancora. Prima era peggio di ora, stavamo fuori in strada la maggior parte del tempo, o precocemente al lavoro, i genitori li vedevi forse a cena, il resto del tempo erano tutti a lavorare anche 12 ore al giorno. E cxxxxxe se ne facevano anche di peggiori, come giocare con residuati bellici che allora erano comuni, e qualcuno ci è rimasto male, senza mani o un occhio ad esempio. A 19 anni si è uomini, e una volta ti mettevano il fucile in mano, e non eri ancora maggiorenne, lo eri a 21.

roseg

Lun, 25/05/2015 - 15:34

Che tristezza e che stupidità...no comment.