Dalla domus alla biblioteca così il vino coinvolge i sensi

Viaggio nelle eccellenze italiane fra tradizione e modernità, aromi di uve e cantine, assaggi guidati e storie di produttori nell'area dedicata alla viticoltura e alle "etichette" all'interno del Padiglione Italia a Expo. Realizzata da ministesro delle Politiche agricole e Veronafiere

Raccontare il vino è come raccontare l'Italia: dalla Val d'Aosta a Pantelleria perché ai due estremi come in tutte le altre regioni si producono bottiglie straordinarie.

A Expo Milano 2015, il «nostro» vino sarà raccontato in modo importante, originale, spettacolare per molti versi: per la prima volta nella ultracentenaria storia dell'Esposizione Universale ci sarà un intero padiglione dedicato: 2mila mq all'interno del Padiglione Italia, posto all'incrocio tra il Cardo e il Decumano e realizzato seguendo i principi della sostenibilità.

A curarlo è il ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali insieme a Veronafiere, entrambi fortemente impegnati sia attraverso un investimento complessivo di 5 milioni di euro sia nel coordinamento del Comitato Scientifico. Da questo sono arrivate le linee filosofiche per la struttura che sta per essere completata dagli organizzatori del Vinitaly.

«È un'opportunità per le nostre aziende vitivinicole e per l'intero Paese; la nostra è una partecipazione forte, sia in termini economici - parliamo di due milioni di euro -, sia di risorse professionali e di allestimenti. Abbiamo messo in campo tutta la nostra esperienza a beneficio del settore e dei territori» dice Ettore Riello, presidente di Veronafiere.

A garanzia del progetto c'è il Comitato Scientifico dove siedono grandi nomi del mondo vitivinicolo e industriale: Riccardo Cotarella, (presidente), Raffaele Borriello (coordinatore), Piero Antinori, Diana Bracco, Carlo Guerrieri Gonzaga, Ruenza Santandrea, Lamberto Vallarino Gancia, Domenico Zonin e Giovanni Mantovani. Quest'ultimo, direttore generale di Veronafiere, sottolinea: «Con il forte lavoro di condivisione svolto in questi mesi, siamo convinti che riusciremo a dare massima rappresentazione all'eccellenza italiana, con una presenza trasversale dell'intera produzione, raccontandone storia e tradizione culturale».

E così si torna al racconto, che è stato concretizzato da Italo Rota, firma internazionale dell'architettura. «Vino-Taste of Italy (ndr, il nome del padiglione) coinvolgerà i cinque sensi e utilizzerà tecniche antiche, come l'affresco, insieme a modalità nuove quali le app per smartphone e tablet - spiega - il tutto per affascinare un pubblico eterogeneo e internazionale. Abbiamo riservato particolare attenzione alle famiglie e ai bambini per i quali è stato e pensato un percorso specifico».

Nessun dubbio che una visita sia obbligatoria, anche e soprattutto per chi non ha cultura enoica. Il cuore del padiglione sarà al piano terra: nella «Domus Vini», c'è la tradizione del vino con una narrazione sospesa tra l'antico di mosaici e il moderno delle installazioni di design o delle proiezioni video, senza dimenticare una collezione museale di bicchieri e coppe che copre ben 2500 anni.

In tutto questo, il visitatore è circondato dagli aromi delle uve, dagli effluvi della cantina, così come dai suoni da sempre legati al vino come quello del mosto nei tini o il tintinnio dei calici. Prima di salire al primo piano c'è il tempo anche per un beneaugurante «cincin» virtuale che campeggia sulle pareti in tutte le lingue del mondo insieme alle rappresentazioni dei brindisi più famosi della storia del cinema e dell'arte.

Al piano superiore, ecco la Biblioteca del Vino, «sancta sanctorum» dove poter approfondire la conoscenza della ricchissima produzione enologica italiana. Grazie a eno-dispenser e la guida di sommelier, durante i sei mesi di Expo Milano 2015 si potranno degustare in ogni momento i 1.400 vini rappresentativi di tutte le regioni italiane, con la possibilità di prenotarsi in anticipo sul sito ufficiale (www.vino2015.it) o tramite l'app per smartphone. Come allo stesso modo si potranno acquistare i vini esposti e farseli spedire a casa.

La visita si concluderà uscendo da una scala esterna - coperta da un pergolato di viti e assi di legno ricavate dalle botti di invecchiamento ancora odorose di vino - che porta direttamente nell'Hortus esterno. Come si vede è un viaggio fatto di arte, vino, cultura che hanno creato - in uno scambio continuo - il patrimonio genetico di biodiversità uniche, irripetibili e fortemente identitarie dell'Italia. Non a caso, 3500 anni fa eravamo Enotria: la terra dove si coltiva la vite e si produce il vino.