Drogata, picchiata e stuprata da un marocchino a Roma

L'attira in casa con la scusa di un tablet, poi l'assalto: per impedirle la fuga le versa addosso acqua bollente

Roma - L'ha attirata in casa con una scusa, poi ha scatenato l'inferno. Ed è proprio l'inferno che si sono trovati davanti i carabinieri quando in piena notte sono entrati nell'appartamento di un marocchino di 33 anni, in una casa popolare nella periferia meridionale della Capitale, a Tor Vergata. Erano stati attirati lì dalle urla di una donna. Ed è, infatti, una quarantenne italiana che hanno subito soccorso una volta superata la porta di casa. La donna presentava ecchimosi, ferite da taglio e anche ustioni di primo e secondo grado sulle gambe (come poi avrebbero confermato i medici del pronto soccorso dove i militari l'hanno accompagnata) e i vestiti tutti strappati. La donna era stata attirata nell'appartamento del nordafricano con una scusa. Avevano trascorso la serata insieme con amici poi, quando l'uomo ha scoperto che la vittima aveva intenzione di vendere il suo tablet e il suo cellulare, le ha chiesto di seguirlo a casa perché interessato all'acquisto e perché voleva controllare appunto le funzioni dei due dispositivi elettronici. Una volta in casa, però, la situazione si è subito trasformata. Prima l'uomo ha convinto (e non con le buone) la donna a drogarsi. Una pipetta di crack, poi qualche striscia di cocaina. Quindi avrebbe abusato di lei, a quanto riferiscono i carabinieri, che sono riusciti a intervenire tempestivamente anche perché si trovavano già nei pressi dello stabile in cui si trova l'appartamento del nordafricano perché impegnati in un'operazione antidroga.

Secondo i militari la donna, ancora intontita per gli stupefacenti assunti e per le ferite riportate, avrebbe cercato di raccogliere le sue cose e fuggire via. La reazione dell'uomo, però, è stata oltremodo violenta: per impedirle la fuga le avrebbe addirittura versato addosso dell'acqua bollente, dopo averle sottratto borsa e tablet. Adesso è ricoverata al policlinico di Tor Vergata, con una prognosi di tre settimane.

L'uomo, finito ora dietro le sbarre di una cella di Regina Coeli, ha anche tentato la fuga ma è stato fermato dai militari prima che lasciasse l'appartamento. A quanto riferiscono gli stessi carabinieri il marocchino è già conosciuto alle forze dell'ordine, anche se in possesso di un regolare permesso di soggiorno. Sul suo capo ora pendono l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale aggravata e rapina.

Commenti

Giorgio5819

Dom, 26/07/2015 - 13:32

Adesso chiedano al fetente kauchi piddino di spiegare come si deve considerare una mer.a marocchina, lui conosce bene la sua lurida razza.