Due narrazioni non fanno una verità

I programmi e le ideologie di Lega e Cinque Stelle sono assolutamente diversi

L'Espresso del 3 settembre riporta un'inchiesta dal titolo «Rocco Casalino, Luca Morisi e gli altri: ecco chi gestisce il ministero della propaganda». È un articolo ricco di informazioni ma distorce la realtà politica italiana. C'è un unico governo, ma non c'è un unico ministro della propaganda del governo. Ci sono due centrali di propaganda politica in lotta fra di loro, una dei Cinque stelle con Casaleggio e Casalino ed una di Salvini con Luca Morisi e i suoi. È stato Casaleggio che ha convinto Grillo ad usare il web per costruire e portare al potere il Movimento cinque stelle inventando in anticipo le spregiudicate tecniche manipolatorie sviluppate poi da Facebook e Google. Insieme hanno incanalato il malcontento popolare ispirandosi a un'ideologia anarchico ugualitaria. I vecchi partiti, la classe politica e i giornalisti non hanno capito nulla di ciò che accadeva e si sono lasciati travolgere. Nel frattempo Salvini adottava gli stessi i strumenti informatici spregiudicati di Casaleggio grazie a Luca Morisi che è il vero artefice della sua campagna elettorale e della sua comunicazione politica. Salvini capì anche che l'unico modo di fermare i grillini era di allearsi con loro per andare al governo e, nel frattempo, combatterli sul loro stesso terreno. I programmi e le ideologie di Salvini e dei Cinque stelle sono assolutamente diverse. I grillini sono contro il capitalismo, contro la democrazia parlamentare, contro lo sviluppo economico. Salvini è federalista e liberale. Però, il modo di comunicare di queste due forze politiche è identico, direttamente col grande pubblico attraverso Facebook, Twitter con attacchi fulminei e battute. Fra i due però Salvini sa che il suo è un carisma personale, non ha la base giovanile fanatica del partito Cinque stelle e non ha radici nel Sud. Cerca di porvi rimedio reclutando giovani e tenendo il suo raduno a Roma. I grillini rischiano di deludere il loro elettorato perché non possono mantenere le promesse demagogiche che hanno fatto.

Il governo potrebbe entrare in crisi ed allora forse rivedremmo alla ribalta il Convitato di pietra, Renzi, l'eterno incerto che potrebbe anche trovare il coraggio di presentarsi con un proprio movimento.

Commenti

apostata

Dom, 09/12/2018 - 17:35

Renzi è ormai fuori dai giochi aveva offerto col referendum l’ultima possibilità al paese e il paese, berlusconi compreso, l’ha respinta. Di maio aveva il paese in pugno e non ha potuto prenderlo, non poteva aspettare e ha avuto paura. Salvini è diventato leader del centrodestra per l’orrore di macerata. Il contratto 5s lega è occasionale, una sfida allo stato attuale vinta da salvini. Il futuro non riserva né alleanze né contratti, i 5s propongono un italia che sta bene al meridione, la lega con il centro destra rappresenterà l’imprenditorialità. Gli altri scompariranno. Il rischio e che il paese si spacchi. La prossima stagione è il dopo elezioni europee. Poi salvini per non sprecare il vantaggio di questi mesi dovrà recuperare la posizione ora distorta dal compromesso di governo. Di maio ha una prospettiva complicata e non è più ricandidabile.

alox

Dom, 09/12/2018 - 18:07

Mi domando chi fra i leader italiani oggi sia filo USA...

Valvo Vittorio

Dom, 09/12/2018 - 19:28

Lega e Cinque Stelle hanno inculcato ideologie diverse: i primi provengono da idee separatiste, ma col trascorrere degli anni si sono convertiti a una visione nazionale. I secondi provengono da radici comuniste annullate dalla storia e dai valori democratici. Non basta sbandierare il termine democrazia, occorre dimostrarlo nei fatti e non avvalendosi del supporto informatico! La prova del nove è il confronto europeo disastroso per Cinque Stelle e Lega. Non vedo possibilità ad elezioni anticipate.