Legnano, tunisini occupano villa confiscata alla ‘ndrangheta

A Legnano cinque tunisini irregolari, già denunciati per occupazione abusiva e per i quali erano state avviate le pratiche di espulsione, sono stati trovati nella stessa villa da cui erano stati allontanati.

E’ stata sgomberata due volte nel giro di dieci giorni la villa in via Pasubio confiscata alla ‘ndrangheta e destinata ad ospitare un centro antiviolenza. Ad occuparla abusivamente erano sempre le stesse persone, cinque tunisini irregolari di età compresa tra i 20 e i 30 anni. Il 18 giugno il primo blitz della Polizia locale di Legnano: all’interno gli agenti hanno trovato cinque nordafricani sprovvisti di regolare permesso di soggiorno.

Per i giovani sono scattate le denunce per occupazione abusiva di immobile oltre all’accompagnamento all’Ufficio Immigrazione di Milano dove sono stati foto-segnalati e sono state avviate le pratiche di espulsione dal territorio nazionale. Ma ciò non è bastato. Mercoledì 27 giugno la Polizia locale, con il supporto della Polizia di Stato, è tornata in azione: lo stesso gruppo di tunisini si era nuovamente installato nel medesimo edificio di Legnano da cui era stato allontanato. Già da alcuni giorni era stato notato che le sbarre fissate nei punti di accesso dello stabile per evitare intrusioni erano state divelte.

Il Comune ha quindi deciso di dotare la villa di deterrenti rinforzati che scoraggino ulteriori ingressi illeciti: nuove barre in ferro alle finestre e catene alle porte.

Il fenomeno delle occupazioni abusive è diffuso – fa presente Maira Cacucci, assessore alla Sicurezza di Legnano – e spesso è necessario intervenire più volte nello stesso immobile. L’azione di contrasto proseguirà su tutto il territorio cittadino ma nel caso specifico c’è una consapevolezza in più: la palazzina è destinata a ospitare un servizio utile alla comunità e con il suo recupero ne cesserà anche l’uso illecito”.