Ecco l'edicola che offre solidarietà

La rivendita fa capo alla Onlus di don Rigoldi: non distribuisce gratta e vinci ma si può lasciare un'offerta

C'è un posto a Milano dove ogni giorno si lavora per combattere tre piccole sfide. La prima è quella comune a tutte le edicole d'Italia: vendere quotidiani e riviste ai tempi delle notizie gratis online.

La seconda è creare posti di lavoro; e questa, in realtà, la nuova edicola «sociale» di piazza Cordusio l'ha già vinta: da quando ha aperto, a febbraio, ci lavorano il 50enne Carlo ­ che fa il turno dell'apertura dalle 6 del mattino all'ora di pranzo ­ e il 39enne Giulio, che copre quello del pomeriggio. E adesso anche Giusy, che sostituisce entrambi quando sono malati o hanno bisogno di un giorno libero. E un ragazzo che fa il pony express in bicicletta: consegna «le mazzette» ai clienti fissi, soprattutto le tante banche e società i cui uffici sorgono attorno a questo slargo in centro città, giusto a metà strada tra il Duomo e il Castello.

È merito della Comunità Nuova Cooperativa Sociale Onlus, una costola della storica associazione di don Gino Rigoldi, che ha finanziato il progetto. «Conoscevo l'associazione da anni, prima facevo l'idraulico ma con la crisi la gente ha cominciato a non pagare... Mi dicevano: “Passa domani”, o “Tra una settimana”. Ero in difficoltà e loro mi hanno aiutato: l'edicola l'abbiamo smontata e rimontata nuova, con le nostre mani», racconta Giulio.

Carlo invece è un ex operaio specializzato in coibentazione: «Ero in una piccola azienda, ho insegnato io il mestiere ai figli del padrone. A un certo punto lui ha iniziato a non farcela, ha dovuto licenziare via via delle persone. Ora l'impresa è rimasta a livello familiare. E io aveva la mia, di famiglia da mantenere: una moglie e due figli di 10 e 14 anni».

Carlo e Giulio hanno fatto un periodo di formazione in altre edicole della città, per imparare daccapo un mestiere nuovo, dal meccanismo dei resi alla disposizione di quotidiani, settimanali, mensili. Che ha un suo ordine, cui tengono molto: niente stand davanti o accanto alla struttura, «con l'eccezione di quello con i gadget di Expo».

Il «social press point» di piazza Cordusio si chiama così anche per questo, perché non vende prodotti che possono favorire il gioco d'azzardo come gratta e vinci e biglietti della lotteria. «Sappiamo che per i primi due anni l'obiettivo è andare in pari. Poi speriamo anche negli utili», spiegano. Intanto c'è un altro tesoretto a parte da metter via, ed è quello della terza sfida: chi compra all'edicola può lasciare una donazione per realizzare piccoli sogni di altre persone.

Così hanno comprato una chitarra a Tommaso, un ragazzino di una famiglia in difficoltà. Adesso tocca alla carrozzina per una signora con problemi di mobilità. Poi, sarà la volta di qualcun altro. La terza sfida non è mai del tutto vinta: «L'associazione è in contatto con molte persone bisognose. Ce ne sono così tante in giro, alcuni vengono anche qui, magari a chiederci un lavoro». Carlo e Giulio si stringono nelle spalle: «Purtroppo non siamo un ufficio di collocamento». Per quello, citofonare don Gino.

Twitter @giulianadevivo