Ecosistema e design: la (ri)generazione delle tv

Samsung e Philips lanciano sul mercato nuovi televisori con due modi diversi di pensare l’originalità

di Antonio Torretti

Se facesse anche il caffè sarebbe un partner ideale. La battuta, lanciata forse per caso all’interno dello store Bikkembergs in via Manzoni a Milano, fa da simpatica cornice alla presentazione dei nuovi smart tv Samsung ma allo stesso tempo permette di capire quanto l’azienda sudcoreana si sia spinta in avanti. Non si tratta più di un televisore ma di un vero e proprio ecosistema capace di fare interagire tutte le apparecchiature in casa e non solo. Un progetto che mette al centro il telespettatore puntando comunque al rinnovamento. Un rinnovamento non tanto in termini di forma (il nuovo UE55F7000 è sulla stessa linea dei precedenti se non per qualche centimetro in meno di spessore) quanto piuttosto concettuali. La possibilità di avere un televisore capace di riconoscere i gusti di chi lo utilizza ha portato alla creazione del sistema S-Recommendation che suggerisce quali contenuti guardare in base agli interessi dell’utente. Inoltre questo è il primo modello di tv dotato di processore quad-core per navigare velocemente tra applicazioni, servizi online e contenuti tv.

Ma ci sono altri due assi nella manica che riguardano lo sviluppo di due funzioni degli smart tv: Ecosystem ed Evolution Kit. Con l’Ecosystem, smartphone e tablet diventano schermi in cui vedere i programmi e le applicazioni dello smart tv, anche se in quel momento il televisore sta proiettando altre immagini. Un toccasana per la vita familiare che sicuramente diminuirà le liti domestiche relative alla scelta dei programmi da guardare. 

L’evolution Kit invece permette, attraverso dei piccoli moduli da agganciare dietro il televisore, di aggiornare il software dello smart tv senza doverne acquistare uno nuovo ogni volta che esce un modello più recente.

La scelta di Philips è diametralmente opposta. Qui è il design che va al centro dell’idea di innovazione come facilmente intuibile dal nome della linea: Philips DesignLine, presentata durante la settimana del design al Fuori Salone dalla TP Vision, la società che pubblicizza i televisori Philips in Italia. Una tv senza supporti, pensata come un’unica lastra di vetro da appoggiare al muro con la giusta inclinazione passando di fatto dall’idea di elettrodomestico a quella di elemento attivo nell’arredamento. L’idea è senza dubbio nata dalla ricerca di rinnovare i soliti standard che vedono la tv come il tradizionale rettangolo posto su un ripiano in casa. Rob White, il designer Philips ha invece voluto ridisegnare il ruolo della televisione all’interno della casa creando un nuovo archetipo per unire il concetto di estetica con quello di tecnologia. Il sistema Ambilight, con tre luci che dal televisore sono proiettate sulla parete retrostante, permette di allungare l’effetto delle immagini dando maggiore profondità ed anche di proteggere la vista dell’utente che guarda i vari programmi. Il software poi rispecchia il continuo progresso degli smart tv che oramai consentono di muoversi tra varie applicazioni e 3d in maniera sempre più performante.

Sulla questione filosofica “meglio la forma o la sostanza” la parola passa agli utenti, resta però la certezza che a quasi 90 anni per la tv la parola d’ordine è cambiare i soliti canali.