Elogio della mitezza, arma segreta per il successo

Conta la capacità di trascinare le persone verso una meta comune

C'è un bellissimo libro di Norberto Bobbio: Elogio della mitezza. Egli osserva che la mitezza non è una virtù politica. I due animali simbolo dell'uomo politico sono il leone e la volpe. Sappiamo che l'essere umano è violento, ce lo dimostrano le guerre, le crudeltà, le cattiverie che vediamo abitualmente nella politica e nelle imprese. E c'è una corrente di pensiero che esalta l'aggressività perché la considera uno strumento indispensabile per il successo. La mitezza è il contrario dell'arroganza, della protervia, della prepotenza. Non vuole imporre il proprio dominio, non ama la competizione, non schiaccia l'altro, rispetta tutti per come sono.

Per decenni abbiamo sentito elogiare l'uomo forte, il manager aggressivo, con «grinta», come se la durezza aprisse tutte le porte, vincesse tutti gli ostacoli. Non sono affatto convinto che sia vero. Ho visto manager duri, aggressivi, arroganti che hanno fallito perché non sono riusciti a conquistare la fiducia dei loro collaboratori mentre, in compenso, si sono fatti molti nemici. E sono addirittura giunto alla conclusione che per il successo sono forse più importanti qualità come la determinazione, la tenacia, la forza interiore, la capacità di convincere, di circondarsi di persone che credono in te, che ti apprezzano, che ti stimano, che ti sono amiche. E, più che la capacità di imporsi, conta quella di trascinare le persone verso una meta comune.

Solo se sei sincero dentro crei sincerità al di fuori, solo se sei convinto dentro crei convinzione fuori, solo sei puro dentro crei purezza fuori. Allo stesso modo la violenza interiore, la volontà di dominio, la malvagità e l'odio contaminano le anime di chi ti circonda. Ma la mitezza non significa che sei disposto a subire qualsiasi sopruso. Se ti rechi da qualcuno sorridente, con animo generoso, pronto a fare un dono e incontri un violento, un malvagio che ti tratta male, che ti inganna, non dimenticare il suo male. Cancellalo dai tuoi amici. E cerca di non parlargli più. E puoi anche dire agli altri come si è comportato. E poiché il mite gode di credito proprio per la sua mitezza, contribuirai a diminuire il suo potere malvagio.

Commenti

Italiano-

Dom, 09/07/2017 - 17:06

Bellissimo! finalmente la riconosco, professor Alberoni. Grazie

Ritratto di Giano

Giano

Lun, 10/07/2017 - 08:55

Si dice che invecchiando si torni un po’ bambini. Ecco perché non è più nemmeno banale, è puerile.

ClaudioG7

Lun, 10/07/2017 - 09:08

Complimenti Dott. Alberoni, mi ritrovo pienamente in quanto ha scritto. Alzare continuamente la voce, incutere timore attraverso l'aggressività, non porta da nessuna parte. Meglio a volte passare per deboli ma sinceri, ascoltare tutti e riflettere con calma prima di giudicare o criticare. Ancora complimenti e grazie.

Ritratto di ateius

ateius

Lun, 10/07/2017 - 13:21

leggevo Alleroni e lo apprezzavo per le sue analisi profonde e dettagliate della psiche umana nella società.. adesso mi ritrovo a leggerlo mentre mi spiega del perché conviene non alzare la Voce con i prepotenti. analisi interessante certo..ma lo apprezzavo Molto di più prima, quando scriveva Saggi.. non chiacchiere. con rispetto.

geronimo1

Lun, 10/07/2017 - 13:50

TRATTASI DI DEMENZA SENILE..... Mitezza quando serve, senno' cazzotti nei denti, quelli li capiscono tutti, la mitezza pochi...!!!!!!!!!!!!!!!!