Embolia scambiata per sinusite: chiesto un milione di euro all'ospedale

Un risarcimento milionario quello richiesto dai genitori di un uomo che è morto a 45 anni di Rimini dopo che la sua embolia è stata scambiata per una semplice sinusite

Un anno fa si era recato in ospedale per un forte mal di testa e gli fu diagnosticata una forte sinusita e una successiva operazione, nessuno si accorse in ospedale che in realtà si trattava di un'embolia

E proprio l'embolia lo ha ucciso a 45 anni, lasciando una compagna e una figlia piccola. I genitori ora sono sul piede di guerra e richiedono il risarcimento di un milione di euro all'Ausl Romagna.

Il travaglio dell'uomo era iniziato il 7 novembre 2017 all'ospedale Infermi di Rimini, dove si era recato per un fortissimo mal di testa che neanche gli antidolorifici riuscivano ad attutire. Dopo una visita i medici hanno stabilito che fosse sinusite e che si sarebbe dovuto operare a Cesena per riuscire a liberare i setti nasale attraverso un'operazione chirurgica. Viene operato e successivamente torna in corsia all'Infermi, senza miglioramenti riferisce LaRepubblica. La mattina del 25 novembre le condizioni dell'uomo erano critiche, l'uomo si è addormentato e non si è più svegliato. L'autopsia avrebbe successivamente rivelato che ad uccidere l'uomo è stata una trombo-embolia polmonare e non una sinusite.

La famiglia, rappresentata dall'avvocato Pier Paolo Piccinini, ha da sempre ritenuto che ci sia stata una sottovalutazione dei sintomi che hanno portato alla morte dell'uomo:"La linea della famiglia è di non transigere", spiega il legale a Repubblica. Successivamente lo stesso avvocato spiega che la richiesta di risarcimento si aggira intorno al milione di euro, qualora non dovesse essere accettata la famiglia è disposta a procedere penalmente. Questa via è stata resa disponibile dalla Legge Gelli che ha rivoluzionato completamente la responsabilità professionale. La Ausl Romagna non ha ancora risposto né ha rilasciato dichiarazioni, il legale ha comunque ribadito che l'uomo è morto per un ictus in atto e un'embolia polmonare che non gli ha dato via di scampo.

Questa notizia arriva quando è ancora fresca la bufera che si è scatenata sull'ospedale di Reggio Calabria qualche mese fa.