Eni Award 2013: al Quirinale la cerimonia di premiazione

Il premio, istituito nel 2007, è divenuto nel corso degli anni un punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente

Si è svolta oggi al Quirinale, davanti al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al presidente di Eni, Giuseppe Recchi, e all’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, la cerimonia di premiazione degli Eni Award 2013.

Il premio, istituito nel 2007, è divenuto nel corso degli anni un punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente. Eni Award ha lo scopo di sviluppare un migliore utilizzo delle fonti energetiche e valorizzare le nuove generazioni di ricercatori, a testimonianza dell’importanza critica assegnata da Eni alla ricerca scientifica e ai temi della sostenibilità. La commissione scientifica del premio è composta da 25 membri tra cui il Nobel Sir Harold Kroto, rettori di università, ricercatori e scienziati, espressione di eccellenza nello studio e nella ricerca a livello mondiale. Nelle precedenti edizioni sono stati premiati ricercatori provenienti da 10 paesi: Francia, Germania, Italia, Norvegia, Olanda, Spagna, Stati Uniti, Canada, India e Australia. Sono stati migliaia i ricercatori coinvolti a livello mondiale che negli anni hanno presentato le proprie ricerche e altrettanto numerose le candidature di personalità che le hanno garantite o hanno fatto parte delle varie commissioni di valutazione. Tra di essi si annoverano 23 premi Nobel. Per l’edizione 2013 le candidature pervenute sono state 1155.

I premiati di questa edizione si sono distinti per le loro ricerche nel campo delle nuove frontiere degli idrocarburi, delle energie rinnovabili, della protezione dell’ambiente e nel debutto nella ricerca. In particolare, il premio "Nuove frontiere degli idrocarburi" è stato assegnato, per la sezione downstream, a Rajamani Krishna, professore presso il Van’t Hoff Institute for Molecular Sciences dell’Università di Amsterdam, per le sue ricerche che consentono il miglioramento dei processi di separazione e purificazione dei gas attraverso la comprensione dei fenomeni chimico-fisici che avvengono a livello molecolare e microscopico.

Per la sezione upstream il riconoscimento è andato a Philip G. Jessop, professore di Chimica Inorganica e Canada Research Chair in Green Chemistry presso il dipartimento di Chimica della Queen’s University a Kingston (Ontario) che ha scoperto come far modificare a comando le proprietà di solventi «intelligenti» , tramite composti chimici che funzionano da interruttori. In tal modo è possibile separare petrolio e acqua e quindi purificare acque contaminate da idrocarburi senza l’utilizzo di solventi organici, consentendo quindi di ottenere significativi miglioramenti in campo ambientale.

Il premio "Energie rinnovabili" è stato conferito ex aequo a Frances Arnold, professore di ingegneria chimica, biochimica e bioingegneria presso il California Institute of Technology, e a James Liao, Parson Foundation professor e direttore del Dipartimento di Ingegneria Chimica e Biomolecolare presso la University of California. La professoressa Arnold è stata premiata per aver sviluppato, insieme ai suoi collaboratori, metodi innovativi per la progettazione dei biocatalizzatori per la produzione ad alta selettività, di combustibili e prodotti chimici a partire da biomasse. Il professor Liao ha selezionato microrganismi per convertire biomasse lignocellulosiche, proteine di scarto e anidride carbonica in composti chimici pregiati e in combustibili utilizzando forme modificate del batterio E. coli, raggiungendo elevate conversioni ed efficienze energetiche.

Roberto Danovaro, professore di Biologia ed Ecologia Marina presso l’Università Politecnica delle Marche, si è aggiudicato il premio "Protezione dell’ambiente". La ricerca del professor Danovaro consente di comprendere il ruolo cruciale dei virus nel mantenimento dell’equilibrio dell’ecosistema marino e nel controllo della capacità di assorbimento di CO2. Gli studi di frontiera del suo team di ricerca nell’ambito degli attuali scenari di cambiamento ambientale, indicano che i virus marini possono da un lato ridurre l’accumulo di anidride carbonica negli ecosistemi marini e dall’altro che possiedono il potenziale di ridurre l’impatto del cambiamento climatico attraverso complessi meccanismi di feedback.

I due premi "Debutto nella ricerca", riservati a ricercatori under 30 attivi nelle università italiane, sono stati assegnati a Matteo Cargnello, laureato presso l’Università di Trieste e attualmente visiting student presso la University of Pennsylvania, e Damiano Genovese, ricercatore post-doc presso il Gruppo di Nanoscienze Fotochimiche dell’Università di Bologna. La ricerca di Cargnello è volta a sintetizzare nano-strutture ottenendo catalizzatori attivi e stabili per la produzione sostenibile di idrogeno tramite fotocatalisi, per la generazione di energia in celle a combustibile e per il controllo delle emissioni di metano.Genovese ha studiato la possibilità di un approccio supra-molecolare per la realizzazione di nano-strutture luminescenti che possono essere impiegate in diversi campi di grande importanza economica e sociale, quali la diagnostica medica, la biologia molecolare e la conversione dell’energia solare.