Contatta jihadisti su Fb dal computer del carcere: espluso islamista egiziano

Il 36enne è stato rimpatriato con un volo decollato da Milano Malpensa per Il Cairo

Un egiziano di 36 anni è stato espulso oggi "per motivi di sicurezza dello Stato" con un provvedimento firmato dal ministro dell'Interno, Marco Minniti. Si tratta dell'80esima espulsione dall'inizio dell'anno.Il soggetto coinvolto è considerato vicino a un foreign fighter marocchino ricercato per terrorismo. Lo scorso aprile è stato condannato a otto anni di reclusione dall'autorità giudiziaria di Milano perché indagato di atti persecutori nei confronti dell'ex convivente.

L'egiziano, durante la sua detenzione, si è messo in contatto con il presunto terrorista tramite il social network Facebook. Attraverso di lui, il 36enne era inoltre in contatto con diverse persone legate al terrorismo di stampo jihadista. Alcune di queste persone, infatti, sarebbe confluite tra le fila dello Stato Islamico.

Ora il 36enne è stato rimpatriato con un volo decollato da Milano Malpensa per Il Cairo.

In totale, dal 2015 sono 212 le persone espulse dal territorio italiano legate ad ambienti dell'estremismo religioso.

Commenti
Ritratto di mbferno

mbferno

Sab, 30/09/2017 - 20:42

Appero'!!!! Adesso in galera hanno pure il PC e possono tranquillamente chattare con chiunque all'esterno? Bei tempi quelli in cui si requisiva tutto,telefoni e cellulari in primis.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Sab, 30/09/2017 - 21:07

Ricordavo che in carcere non si possono aver contatti irregolari con l'esterno, ne tanto meno avere internet. Come è possibile? Allargate le maglie anche in questa direzione?

Tarantasio

Sab, 30/09/2017 - 22:23

uno su un milione rimandato a casa, di questo passo ci vorrà un'era geologica

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Dom, 01/10/2017 - 00:09

Strano, era in carcere mantenuto gratis amore dei dal contribuente italico e per aver usato il PC per i fatti suoi l'hanno subito estradato ... potevano pensarci prima appena condannato ... ci saremmo risparmiati una "manovra da Banda Bassotti" e se lo facessero con tutti gli immigrati in carcere non dovremmo andare con il cappello in mano da Frau Angela o Monsieur Macron per farci cucire le toppe sul sedere e si potrebbe appianare il buco da 23.000.000.000 di €uri della Sanità pubblica.

emigrante

Dom, 01/10/2017 - 07:28

Egregio Signor Leonida 55, cerco di comprendere l'arcano. L'anno scorso mi sono fatto tre mesi di galera, per non aver pagato nel 2008 gli "alimenti". In quel tempo ero volontario, all'estero, e percepivo dall'Ospedale Missionario dove prestavo la mia opera l'equivalente di circa 250 Euro mensili. In carcere volevo scrivere una serie di racconti africani, frutto delle mie esperienze, ed ero disposto a stare in isolamento per farlo: sono stati chiarissimi a rigorosi. Niente computer. Il cellulare era ugualmente proibito. Certi privilegi si maturano solo se si è pericolosi, stranieri, terroristi o in contatto con costoro. Del resto, credo sia stato così anche in passato. Altrimenti, come avrebbero certi affiliati alle Brigate Rosse, a scrivere e pubblicare? I tempi di Silvio Pellico sono trascorsi da un pezzo!

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Dom, 01/10/2017 - 11:01

@emigrante - da quanto succede penso che hai ragione. Io, sono entrato più volte, ma erano molto tassativi.