Espulso l'albanese che aiutò Lady Jihad a partire per la Siria

Aveva dato asilo a un connazionale poi morto in Siria combattendo con i jihadisti

Sono già 44 nel solo 2018 le espulsioni decise dalle autorità italiane, che quest'oggi hanno rimpatriato un cittadino albanese con precedenti per associazione con finalità di terrorismo internazionale e che aveva legami con gli ambienti jihadisti.

Il 42enne, accompagnato nel suo Paese con un volo per Tirana decollato dall'aeroporto di Fiumicino, era già noto come l'uomo che ha aiutato Maria Giulia Sergio a raggiungere la Siria e unirsi al sedicente Stato islamico (Isis). L'italiana di Inzago, che aveva sposato l'albanese Aldo Kobuzi e si era convertita all'islam radicale, aveva scelto di cambiare il suo nome in Fatima.

Pochi giorni fa la sorella Marianna è stata condannata a 5 anni, per Maria Giulia è arrivata invece un sentenza in contumacia a nove anni per terrorismo internazionale. Difficilmente potrà scontarla. Si ritiene che la donna sia già morta in Siria, nel territorio che era sotto il controllo dell'Isis.

Il cittadino albanese risiedeva in provincia di Grosseto con i documenti in regola ed era già stato giudicato e condannato nel febbraio del 2016 a scontare 2 anni e 8 mesi per reati legati al terrorismo. Ideologicamente vicino a Kobuzi e alla Sergio, con cui condivideva una visione estremamente radicale della religione islamica, aveva facilitato il loro passaggio in Siria.

Ulteriori indagini hanno messo in luce come il 42enne avesse legami anche con un estremista macedone che era stato espulso nel novembre 2015 per motivi di sicurezza. L'anno precedente aveva ospitato in casa sua un connazionale albanese che è poi morto in Siria combattendo nei battaglioni dell'Isis.