Estorsione a luci rosse ai danni di un prete, due marocchini a processo

Combinano incontri sessuali col parroco, scattano le foto, e poi gli chiedono denaro in cambio del silenzio

Fotografano un sacerdote impegnato in "pratiche sessuali". Poi lo ricattano: "Se non ci consegni cinquantamila euro pubblichiamo tutto su Internet".

L'estorsione a luci rosse si è consumata a Mantova e, dopo la denuncia presentata dal religioso, due marocchini sono finiti nei guai. Il prete inizialmente ha ceduto, e ha sborsato 2.700 euro in contanti. Poi probabilmente ha capito che quel ricatto non avrebbe avuto mai fine e ha denunciato gli estorsori.

I due imputati sono stati rinviati a giudizio e la prima udienza si terrà il 22 aprile. A darne notizia - come riporta la Gazzetta di Mantova - è lo stesso procuratore capo Domenico Chiaro che ha omesso, per ragioni di privacy, il nome del sacerdote e della parrocchia dove il fatto è avvenuto.

I fatti risalgono a due anni fa. Secondo la ricostruzione accusatoria i due marocchini non avrebbero agito per caso. Forse conoscevano le abitudini del sacerdote e lo hanno incastrato. Uno di loro ha avuto un incontro sessuale con il prete; il complice è riuscito a scattare le foto osé riportate nel capo d’imputazione. Qualche giorno più tardi lo hanno raggiunto, gli hanno mostrato le foto e hanno avanzato le loro richieste: "Dacci cinquantamila euro altrimenti pubblichiamo le tue fotografie su Internet".

Sembrerebbe che gli incontri siano stati diversi. Dopo un primo tentativo di opporsi, il prete ha consegnato ai suoi aguzzini una prima tranche di 2700 euro, più altri duecento. Ill religioso non voleva denunciare l'accaduto: ora che l'ha fatto, dovrà affrontare un processo pubblico con ovvie conseguenze.