La federazione italiana per i diritti animali e il singolo anti corrida di Jacchetti junior

"Perché la corrida sia presto solo un ricordo, in Spagna e in tutti gli altri Paesi". L'organizzazione di Michela Vittoria Brambilla promuove una nuova campagna. Guarda il video

”Perché la corrida sia presto solo un ricordo, in Spagna e in tutti gli altri Paesi dove, sotto varie forme, è praticata: l’on. Michela Vittoria Brambilla, anche a nome della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, ringrazia il cantautore Martino Iacchetti, figlio di “Enzino”, per l’impegno anti-corrida del suo singolo “Belador”, in uscita venerdì prossimo, e annuncia che "la Federazione scriverà oggi stesso al governo di Madrid perché prenda atto delle istanze provenienti da tutto il mondo, del declino della corrida anche nel favore del pubblico spagnolo e vieti finalmente questo spettacolo sanguinario, anacronistico retaggio di un’epoca lontana”.Belador, straordinario combattente, fu l’unico toro “indultado” (graziato) nell’arena madrilena de “Las ventas”, una sorta di ultimo girone dell’inferno, il 19 luglio 1982. Iacchetti, con una bellissima canzone sulla sua storia, ne ha fatto il simbolo di tutti gli altri tori, “bravos” o meno, da “indultare” subito, semplicemente perché la morte di un animale, torturato e dissanguato, non può e non deve servire per divertire l’uomo. Le associazioni animaliste aderenti alla Federazione – tra cui Enpa, Lav, Leidaa, Lega del Cane e Oipa – sono da sempre impegnate contro la corrida e le altre specie di tauromachia praticate nel mondo. “Ora però il declino della corrida – insiste Michela Vittoria Brambilla – è nei fatti e nell’opinione degli stessi spagnoli. Rilanciamo perciò il nostro impegno rivolgendoci innanzitutto al governo spagnolo, principale erede di questa sanguinosa tradizione, ma anche all’Unione europea che continua a tollerare entro i propri confini arcaiche e crudeli forme di maltrattamento degli animali. Alle cinque della sera, con buona pace di Garcia Lorca, meglio prendere il tè”.

Secondo stime della World Society for the Protection of animals (WSPA), in Europa e in America Latina circa 250 mila tori all’anno muoiono durante le corride o altre forme di tauromachia. Peraltro la corrida, vietata alle Canarie e in Catalogna, discussa nei Paesi Baschi, è sempre meno popolare anche in Spagna. Un sondaggio realizzato qualche anno fa, citato dal “Times” nel giugno scorso, rivelò che l'81 per cento dei minori di 24 anni mostrava disinteresse per lo spettacolo, identica la percentuale fra i trentenni. Ma il vero, inequivocabile segno di decadenza era l’indifferenza degli ultrasessantenni, dei quali solo il 41% si dichiarava interessato alle corride.