Al via il fermo biologico nell'Adriatico

Le zone in cui non si può pescare e i consigli di Coldiretti per evitare fregature

Se siete in vacanza al mare tra Trieste e Bari occhio al pesce che comprate o che vi servono al ristorante.

Scatta oggi infatti il fermo biologico lungo tutto l'Adriatico, anche se in realtà il blocco era già scattato lo scorso 25 luglio nel tratto da Trieste a Rimini. Il rischio, sottolinea Coldiretti, è che venga spacciato per fresco e locale del pesce che non lo è. "In un Paese come l’Italia che importa più di 2 pesci su 3 nei territori interessati con il fermo biologico aumenta peraltro anche il rischio di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco made in Italy proveniente dalle altre zone dove non è in atto il fermo pesca, dagli allevamenti nazionali o dalla seppur limitata produzione locale dovuta alle barche delle piccola pesca che possono ugualmente operare", denuncia l'associazione, che ricorda come il blocco delle attività terminerà il 5 settembre nel tratto da Trieste a Rimini e il 26 settembre nel tratto da Pesaro a Bari. Poi toccherà sulle coste da Brindisi fino a tutto lo Ionio e sulle coste tirreniche (dal 17 settembre al 16 ottobre). Si salvano (almeno finché non verrà stabilito il periodo di fermo) solo Sicilia e Sardegna che decideranno autonomamente le date.

È importante, quindi, "verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa)". "Le provenienze da preferire - spiegano da Coldiretti - sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Ma si può anche rivolgersi alle esperienze di filiera corta per la vendita diretta del pescato che Coldiretti Impresapesca ha avviato presso la rete di Campagna Amica".

"L’attuale format del fermo pesca, inaugurato esattamente 30 anni fa, ha ampiamente dimostrato di essere inadeguato, poiché non tiene conto del fatto che solo alcune specie ittiche si riproducono in questo periodo, mentre per la maggior parte delle altre si verifica in date differenti durante il resto dell’anno", denuncia però l'associazione, "Da qui la proposta di Coldiretti Impresapesca di differenziare il blocco delle attività a seconda delle specie, mentre le imprese ittiche potrebbero scegliere ciascuna quando fermarsi in un periodo compreso tra il primo luglio e il 30 ottobre".

Commenti

linoalo1

Mar, 16/08/2016 - 15:38

Non vedo la Novità!Io,che frequento Caorle(VE) da decine di anni,ricordo benissimo che sono anni ed anni che,la Pesca in zona,è vietata in Agosto!!!E non solo a Caorle!!!!

Giorgio Mandozzi

Mar, 16/08/2016 - 15:54

La politica si è talmente occupata bene della pesca (come peraltro di tutta l'economia italiana) che con altri due/tre provvedimenti riuscirà a far chiudere le ultime disperate marinerie. Il numero delle imbarcazioni e dei marittimi si è drasticamente ridotto in questi ultimi anni e, ormai, nei supermercati e nelle pescherie si trova in prevalenza pesce di importazione e congelato. Così le multinazionali saranno contente e noi chiuderemo un'altra attività per la contentezza della UE e dei nostri scellerati politici.

123214

Mer, 17/08/2016 - 07:54

@Giorgio Mandozzi il blocco biologico andrebbe esteso a tutti i mari e oceani! oppure si pensa di poter devastare il mondo a destra e a manca!