Firenze, "bagarini" anche agli Uffizi

In vendita pacchetti "saltacoda" a 35 euro, compresi di guida. Ma il biglietto costa solo 10,50 euro

I bagarini? Siamo ormai abituati a vederli fuori dagli stadi prima di partite e concerti. Ma un servizio simile si sta diffondendo anche a Firenze davanti agli Uffizi. Chi ci è stato sa che per poter entrare nella prestigiosa galleria si deve fare una coda anche di ore. Così qualcuno ha pensato di sfruttare la possibilità di prenotare il biglietto (con tanto di orario di ingresso stabilito) per guadagnare qualcosa.

Come racconta il Corriere Fiorentino, alcune associazioni o singoli giovani intraprendenti acquistano grandi quantità di biglietti prenotati per poi rivenderli a 35 euro a persona in una sorta di pacchetto che offre l'ingresso e la guida al museo. Normalmente invece la visita costa 6,50 più 4 euro di prenotazione. Un "bagarinaggio" improprio se si considera che ai turisti viene offerto un servizio in più, ma che comunque rischia di danneggiare città e viaggiatori. Per questo la sovrintendenza per il Polo museale fiorentino ha fatto affiggere vicino agli ingressi avvisi nei quali si indicano i prezzi e si informa che ogni maggiorazione è frutto di iniziative esterne all’amministrazione. "È un mercato non degno di un paese civile", dice il direttore degli Uffizi Antonio Natali che ha chiesto anche consulenze giuridiche per chiarire la situazione. "A noi dà fastidio, ma apparentemente sembra tutto legale", commenta la sovrintendente Cristina Acidini che trovà però ancor più fastidioso il fatto che tutto ciò avvenga proprio davanti alla galleria.

Commenti
Ritratto di barbara.2000

barbara.2000

Gio, 22/08/2013 - 08:22

sono stata anni fa a firenze , sono andata agli uffizi , delusione massima , coda micidiale e sgomitate per prendere i biglietti , poi dentro di corsa perché gli uffizi chiudevano alle 14 erano le 13 quando siamo entrati . ora comesi fa a pretendere che i turisti vadano in giro per l'italia ?non lo so io non vado al mare , ma visito anche centri piccoli dove ci sono cose belle da vedere , e allora prima mi faccio mandare dai vari centri per turisti documenti , ma quando arrivi , o è festa patronale e i musei sono chiusi , o l'orario di apertura è solo per gruppi , alla fine se trovi una chiesa aperta come minimo c'è un funerale , o la messa cantata . e vai non parliamo di turismo mancato , abbassare i prezzi non è un delitto. quest'anno nessuna visita culturale , a casa a godermi il silenzio cittadino , si fa per dire , perché il campanaro ci dà dentro alla grande malgrado la cassazione .

leo_polemico

Gio, 22/08/2013 - 20:00

Il problema degli orari ridotti e della scarsa sorveglianza per le visite a musei o scavi archeologici può essere facilmente risolto, e non è necessario esser geni per suggerirlo o applicarlo, usando semplicemente personale già pagato dallo Stato. E' troppo difficile far fare i custodi nei luoghi d'arte o negli scavi archeologici a tutti coloro che, non certo per loro colpa, sono rimasti disoccupati, in cassa integrazione o in mobilità perchè dipendenti di aziende in crisi (e quindi pagati dalla collettività)? Chiaramente non si chiede loro di fare la "guida multilingue" ma la sorveglianza dovrebbe essere un compito che potrebbero assolvere benissimo. Se poi qualcuno di essi non accettasse questo incarico, perchè contento di rimanere a riposarsi retribuito o di dedicarsi ad un altro lavoro (in nero), dovrebbe NON godere più degli ammortizzatori sociali. Il costo per lo stato sarebbe uguale a ZERO in quanto gli ammortizzatori sociali stessi sono pagati dall'INPS e cioè dallo stato stesso. Ritengo questa una proposta di buon senso: i nostri politici non sono in grado di arrivarci? E' altrettanto vero che non sono dei geni se non nel tutelare, indipendentemente dal colore politico, i loro personali interessi.....