Foggia, arrestati sei rom: costringevano alcune minorenni a prostituirsi

Gli uomini sono accusati di riduzione e mantenimento in stato di servitù, induzione e sfruttamento della prostituzione minorile e sequestro di persona

La fine di un altro incubo per alcune minorenni. Gli agenti della polizia di Foggia hanno eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di sei cittadini rom (cinque uomini e una giovane donna) accusati di riduzione e mantenimento in stato di servitù, induzione e sfruttamento della prostituzione minorile e sequestro di persona. L'inchiesta è coordinata dalla direzione distrettuale antimafia e dalla procura del tribunale dei minori di Bari. Le vittime sono tutte ragazze minorenni mentre i sei fermati erano residenti in un campo nomadi che si trova nelle campagne di Foggia.

Le ragazzine erano state sequestrate ed erano costrette a prostituirsi. A compiere un reato ancor più grave è stata la donna di 27 anni finita in manette. Avrebbe proposto di vendere il nascituro di una delle minorenni vittime di violenza. Il bambino sarebbe stato ceduto a una persona si sua conoscenza per 28mila euro. La giovane aveva, inoltre, costretto una minore, riuscita poi a fuggire, a prostituirsi fino al settimo mese di gravidanza.

Non è la prima volta che accade nel foggiano. Già a maggio scorso sempre sei uomini (un italiano e cinque bulgari) furono arrestati perché avevano sequestrato delle giovani donne di origine rumena e le costringevano alla prostituzione. In quel caso all'interno del casolare vi erano delle baracche che fungevano da camere da letto. Intorno, la costruzione era completamente recintata dal filo spinato probabilmente per evitare che le donne scappassero e se non producevano almeno cento euro al giorno venivano picchiate con mazze.