Foggia, bomba contro il centro anziani: è il quinto attentato da inizio anno

La bomba carta, scoppiata questa mattina all'alba, è stata piazzata davanti alla cooperativa gestita da Luca Vigilante, fratello di Cristian che, il 3 gennaio, aveva subito un altro attentato

Questa mattina, all'alba, una bomba rudimentale è stata fatta esplodere davanti alla sede de "Il sorriso di Stefano", un centro polivalente per anziani a Foggia. L'ordigno, posto in via Acquaviva, ha danneggiato l'ingresso a piano terra della struttura e alcune auto parcheggiate nella zona. Sul luogo dell'esplosione, subito dopo, sono arrivate diverse squadre di vigili del Fuoco e agenti di polizia, che hanno avviato le operazioni per mettere in sicurezza la zona.

"Un'esplosione fortissima"

La deflagrazione, definita imponente da alcuni abitanti, è stata avvertita da tutti, nonostante fosse mattino presto. "L'esplosione è stata fortissima. Erano le 5.45 del mattino. Hanno tremato tutti i vetri, ho pensato subito a una bomba", ha dichiarato ad Adnkronos un residente. "Abbiamo sentito un boato nel sonno, stavamo dormendo", ha raccontato una residente ai microfoni del telegiornale regionale. "Sono salta dal letto", ha aggiunto un'altra.

Il centro preso di mira

La bomba fatta esplodere è stata piazzata davanti al centro polivalente per anziani, che fa capo alla società cooperativa "Sanità Più", dove il responsabile delle risorse umane è Cristian Vigilante, lo stesso manager preso di mira la notte del 3 gennaio scorso, quando un altro ordigno è stato fatto esplodere sotto la sua automobile in via D'Aragona, in zona Villaggio Artigiani. Il centro è della cooperativa di Luca Vigilante, fratello di Cristian, che subito dopo l'esplosione ha commentato: "Ci sono le indagini. Siamo tutti esterrefatti, compresi gli inquirenti. Perché una cosa del genere non era mai accaduta".

La manifestazione di Libera

"Una cosa che ci preoccupa ulteriormente", ha spiegato Vigilante. Che poi ha dichiarato: "Non mi sento di dire altro se non attendere le risultanze degli inquirenti, perché la questione, ripeto, è diventata davvero singolare. Il centro è regolarmente aperto. Nessuno aspetta una cosa del genere a pochi giorni da una risposta collettiva, sociale, istituzionale". La bomba è stata piazzata a pochi giorni dalla manifestazione organizzata da Libera contro la criminalità, che ha visto la partecipazione di quasi 20mila persone. "Agli autori del gesto dico basta, dico di cambiare vita, così non si ottiene nulla", ha concluso Vigilante.

Perché oggi

Secondo le prime informazioni, la bomba sarebbe stata messa a poche ore dalla visita nella città pugliese del commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, il prefetto Annapaola Porzio. Questa mattina, nel capoluogo, infatti, si è svolta in prefettura una riunione, dove hanno partecipato, oltre a Porzio, anche il procuratore della direzione nazionale antimafia di Bari, il procuratore capo di Foggia, il vicepresidente della Regione e Assessore alla Legalità, Antonio Nunziante, oltre alle associazioni del territorio, per discutere di azioni di contrasto al fenomeno di racket e usura.

Il quinto attentato

Quello di oggi è, infatti, il quinto attentato a Foggia dall'inizio dell'anno. Al momento della deflagrazione, all'interno della struttura, era presente soltanto una donna delle pulizie, rimasta illesa, che avrebbe accusato un malore non grave, probabilmente per lo spavento. In questo momento, sono in corso alcune indagini per chiarire la dinamica della vicenda. Dai rilievi della polizia scientifica emerge che l'esplosione è stata provocata da una bomba carta innescata con una miccia a lenta combustione.

Bellanova: "Non siete soli"

E sul caso, tramite il suo profilo Twitter, è intervenuta anche il ministro delle Politiche agricole di Italia viva, Teresa Bellanova, che ha scritto: "Stanotte un'altra bomba esplosa a Foggia. L'ennesimo atto di intimidazione verso chi ha scelto la legalità e lo Stato. Sono stata più volte a Foggia in queste ultime settimane. Ritornerò ancora, presto. Non siete soli in questa battaglia. Non ci arrendiamo. Lo Stato vincerà".